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L'AQUILA. Costerà già tre milioni e mezzo di euro, agli aquilani (frazioni comprese), la metropolitana di superficie, senza avere il servizio. Lo ha stabilito l'arbitrato tra Comune e Cgrt, l'impresa che sta costruendo la linea e che ha chiesto i soldi in più per il ritardo. Ma dall'1 febbraio la ditta potrebbe chiedere altre riserve. L'impresa è nella condizione di chiedere altre riserve al Comune, per l'ulteriore ritardo di tre mesi. Si tratta dello stop che la stessa Cgrt aveva accordato bonariamente al Comune, in attesa del pronunciamento definitivo della direzione regionale per i Beni culturali, arrivato un mese fa a Palazzo Margherita. Un blocco del cantiere di via Roma, in particolare, dove sono in corso i lavori per i cosiddetti sottoservizi, cioè lo spostamento delle condutture dell'acqua, del metano, della rete fognaria, per poter installare i binari. Ma lo stop accordato dalla Cgrt aveva una condizione: il Comune avrebbe dovuto dire all'impresa, entro la scadenza dei tre mesi, cosa fare, ossia se continuare lungo via Roma oppure rivedere progetto e convenzione. Il Comune non ha fatto sapere nulla alla Cgrt, per cui ora la ditta è nella condizione di poter chiedere altre riserve, cioè i danni per il blocco dei lavori e per i ritardi nel portare avanti il progetto, che doveva essere chiuso, almeno fino a piazza Palazzo, entro il 2005. Le riserve potrebbero essere da 3,5 a 7 milioni di euro. Un'eredità pesante, che lascerebbe l'attuale amministrazione, alla cittadinanza. «E la giunta Tempesta non può imputare a nessuno questi ritardi, perché se ci sono stati i ricorsi, da parte di noi cittadini e poi delle forze di opposizione in Comune, è perché non è stato fatto uno studio appropriato e approfondito, altrimenti perché i Beni culturali si sarebbero opposti al passaggio lungo via Roma?», affermano alcuni componenti dei Comitati che si sono costituiti, quello civico e quello di San Pietro. «Non certo per una opinione politica. Ma lo studio non è stato fatto bene neppure sui vagoni della tranvia, che ora sembrerebbero non adatti al percorso aquilano e per dimensioni e per caratteristiche tecniche». Questo aspetto è stato denunciato dall'onorevole Massimo Cialente, che ha sottolineato come si dovrebbero sostituire anche alcuni componenti delle ruote. L'aspetto della lunghezza dei vagoni, era stato già rilevato due anni fa, dall'allora assessore al Traffico, Alberto Mazzocco, che in alcuni punti, come, ad esempio, all'incrocio tra via Piccinini e viale Corrado IV, c'è una curva quasi a novanta gradi, praticamente impossibile da eseguire per un mezzo della lunghezza dei vagoni della metro. |