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L'AQUILA. I Ds non voteranno, in consiglio comunale, il piano urbano della mobilità. Nel cassetto è già pronta una proposta alternativa: un Patto per la mobilità sostenibile, che punta a razionalizzare l'esistente e ad educare i cittadini, usando il metodo della partecipazione, a un comportamento più corretto che favorisca l'uso dei mezzi pubblici. «Così come è stato concepito», secondo i Democratici di sinistra, «il piano della mobilità risulta un documento privo di contenuti, che non risolve i gravi problemi della città in materia di traffico e parcheggi». In una conferenza stampa, gli esponenti Ds Fabio Ranieri, Vittorio Festuccia e Marino Buno, hanno analizzato punto per punto i contenuti del piano, in discussione nella seduta di mercoledì del consiglio comunale, saltata per mancanza del numero legale. «Il Piano della mobilità», ha sottolineato Ranieri, «è l'ennesima occasione persa che questa maggioranza regala alla città: avrebbe dovuto ridisegnare l'assetto viario, contenere dei progetti a lungo termine, integrarsi con il Prg. Mancano, invece, i riferimenti al piano urbanistico, né si tiene conto nel documento degli interventi degli ultimi anni, dei grandi attrattori di traffico e della sinergia con il sistema della mobilità dei comuni limitrofi». «Un piano carente» ha evidenziato Ranieri «sotto il profilo della programmazione complessiva e delle prospettive, che si riduce a 160 pagine di inutili considerazioni e due paginette di proposte. Alla metro, il disastro che stravolgerà le abitudini degli aquilani se mai entrerà in funzione, sono state dedicate poche righe. Il piano della mobilità è un intervento a cui metterà mano la prossima amministrazione di centrosinistra». «La mancanza della fase di consultazione con i cittadini - il piano è stato redatto dall'Ufficio tecnico del Comune in collaborazione con una società di consulenza esterna e con il comando dei vigili - non garantisce», ha commentato Festuccia, «una programmazione a lunga scadenza con opere pensate per migliorare l'ingresso alla città e i flussi di traffico. L'amministrazione di centrodestra continua nella politica degli annunci, ma non riesce a portare a termine alcun progetto. Siamo di fronte a una baracca decrepita». Partorito nel 2003, il Piano della mobilità è stato portato avanti nella progettazione dall'ex assessore al traffico, Alberto Mazzocco. «L'analisi su strada, con le interviste agli automobilisti», ha dichiarato Marino Bruno, «ha fotografato una realtà disastrosa. Di contro vengono fatte proposte irrisorie: qualche rotatoria o nuovo svincolo, peraltro senza copertura finanziaria. Grande assente, nell'analisi, è il centro storico, mentre scuole e ospedale non vengono identificati come elementi di criticità». Dai Ds la proposta di un Patto per la mobilità sostenibile «per mettere in campo una progettualità di livello superiore e garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte dell'amministrazione». |