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Oggi sarebbe giorno di paga per i lavoratori dell'Ataf, ma un annuncio in azienda ha comunicato che gli stipendi arriveranno il 3 maggio, con una settimana di ritardo. Parlare di agitazione fra gli oltre trecento dipendenti dell'azienda del trasporto urbano è un eufemismo: Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil aziendali, che chiedono una convocazione urgente al presidente Giuseppe Casatello e al Comune, non fanno mistero di temere «reazioni spontanee» da parte dei lavoratori. E non tanto per questo ennesimo ritardo, dovuto al «mancato trasferimento delle risorse da parte dell'amministrazione comunale all'Ataf», un problema che capita in corrispondenza delle cosiddette trimestralità versate dalla Regione al Comune. I sindacalisti parlano di problemi politici nel Consiglio di amministrazione che, nella riunione di venerdì scorso, avrebbe registrato una spaccatura tra il presidente Casatello e il consigliere Mariano Rauseo, a proposito dell'attribuzione di alcune deleghe. In altre parole, Rauseo (Margherita), forte dell'appoggio di altri consiglieri, avrebbe fatto pressione per attribuirsi il controllo di alcuni settori dell'azienda, spaccando il Cda. Diretta conseguenza di questo clima non proprio idialliaco nell'organo di governo dell'azienda, la possibile perdita dei finanziamenti (di fonte comunitaria) destinati ad aprire un distributore di gas metano. Se le risorse in questione non saranno attivate per tempo, l'Ataf perderà l'occasione di rifornire di carburante con costi convenienti i 18 autobus a metano in proprio possesso e dovrà sopportare ancora i costi necessari per l'approvvigionamento ad altri distributori. In più l'azienda, che è stata ricapitalizzata grazie alla cessione, da parte del Comune, della proprietà dei parcheggi, ma che non ha risolto i propri problemi di deficit, starebbe tentando di ottenere dei mutui, offrendo appunto i parcheggi in garanzia. A tutto questo, che non è poco, vanno aggiunte le difficoltà nell'applicazione del piano industriale, con la riorganizzazione del lavoro e la vera e propria rivoluzione nei turni che comporta. Una situazione che vede i sindacati alle prese con il malcontento dei lavoratori e con l'impegno ad applicare il piano stesso, visto che tutte le sigle sindacali lo hanno sottoscritto. Di qui l'auspicio dei sindacati che eventuali proteste dei lavoratori si concentrino nella giornata di sciopero nazionale già proclamata per domani, quando i dipendenti dell'Ataf, servizio autolinee, si asterranno dal lavoro dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19, mentre la biglietteria di piazza Cavour rimarrà chiusa dalle 10,30 alle 14. Di certo, senza specificare meglio, Filt, Fit e Uilt preannunciano, a fronte di un mancato chiarimento, «durissime iniziative». a.lang.
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