Data: 08/02/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sette avvisi di garanzia per la Metro. Secondo la Procura gli indagati non avrebbero osservato le misure cautelari per gli immobili storici di via Roma

L'inchiesta è partita dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri

Svolta nell'inchiesta della metropolitana. Sono sette gli avvisi di garanzia notificati nei giorni scorsi, dopo il "blitz" dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale (Tpc) di Roma, chiamati come si ricorderà a verificare eventuali danni sugli edifici storici sottoposti a vincolo monumentale e a tutela. Si tratta di Vittorio Fabrizi, dirigente servizio di programmazione del settore Opere pubbliche del Comune; Mario Di Gregorio, responsabile del procedimento per la realizzazione della tramvia; Eliseo lannini, legale rappresentante della ditta Cgrt; Luigi Marino, legale rappresentante della "Sistemi e Strutture Consorzio Stabile", ditta esecutrice dei lavori; Enrico Marcantonio, Luigi Morelli ed infine Sandro Perfetto, questi ultimi in qualità di condirettori dei lavori.
Secondo la Procura gli indagati non avrebbero osservato le misure cautelari, contenuti in atti di comunicazione di avvio del procedimento per la tutela indiretta, ai sensi degli articoli 45 e 46 emessi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio d'Abruzzo il 27 luglio 2005 ed aventi per oggetto beni immobili ubicati nel tratto viario compreso tra la chiesa di San Paolo in Barete e Piazza Palazzo (via Roma). In particolare, Di Gregorio e Fabrizi, avrebbero approvato ed affidato alla Cgrt nel mese di ottobre 2005, i lavori per la realizzazione della tramvia e dei sottoservizi, che sarebbero stati realizzati violando le prescrizioni ed arrecando con azioni continue e ripetute nel tempo, danni alle capacità di resistenza meccanica e fisica delle malte e alla staticità degli edifici e compromettendo l'elemento fondante della chiesa di San Paolo di Barete.La magistratura ha anche a vario titolo contestato di aver realizzato e fatto realizzare senza autorizzazione, opere edili incidenti sui beni culturali, (opere di scavo) senza l'adozione di adeguate misure precauzionali ed anche con mezzi meccanici, per il posizionamento di sottoservizi e di rifacimento della pavimentazione nel tratto compreso tra la chiesa di San Paolo e Piazza Palazzo (via Roma), in aderenza agli immobili sottoposti a vincolo diretto ed indiretto nonchè rimuovendo il sostegno di un cantonale ed incidendo sul sistema fondante di un palazzo e della stessa chiesa di San Paolo, così compromettendo la stabilità e danneggiando gli edifici vincolati. «Si tratta di una vicenda confusa - ha detto il direttore generale regionale per i beni culturali e paesaggistici Roberto Di Paola - nella quale abbiamo fatto il possibile per mediare posizioni oltranziste. Se vi fosse stata una maggiore collaborazione, forse oggi avremmo avuto una situazione diversa».

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