Data: 08/02/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Cancellato il termine del 2010 per le autolinee interregionali

«All'articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, è soppresso il periodo "a condizione che le relazioni di traffico proposte nei programmi di esercizio interessino località distanti più di trenta km da quelle servite da relazioni di traffico comprese nei programmi di esercizio dei servizi di linea oggetto di concessione statale. La distanza di 30 km deve essere calcolata su un percorso stradale che collega le case municipali dei Comuni in cui sono ricomprese le località oggetto della relazione di traffico"». Così l'articolo 9, comma 10, capo II, del Dl Bersani sulle liberalizzazioni in materia di autolinee interregionali di competenza statale. La disciplina, che ora dovrà essere trasferita nel regolamento attuativo della riforma introdotta dal Dlgs 285/2005, prevede la caduta delle barriere all'ingresso di nuovi operatori sulle tratte già affidate in concessione. La deregulation del settore, infatti, prevedeva un periodo transitorio (in vigore fino al 31 dicembre del 2010) durante il quale i nuovi operatori avrebbero avuto accesso solo a condizione di accendere nuove linee distanti almeno 30 km dai collegamenti già esistenti. Con il DI Bersani cade quindi questo vincolo, lasciando in piedi però la data del 2010 per la scadenza delle attuali concessioni che restano così in piedi fino al termine fissato dal decreto legislativo.
Insorgono le associazioni di categoria. «Il rischio di questa liberalizzazione selvaggia - dice Francesco Fortunato, direttore dell'Anav - è quella di favorire la nascita di grandi aziende uniche, grandi monopoli privati che gestiranno territorialmente i servizi». Le stesse associazioni si erano dette pronte a trattare sulla tempistica, quando la disposizione era stata inizialmente inserita nei Ddl sulle liberalizzazioni. «Il punto è - tuona ancora Fortunato - che senza gradualità di ingresso della deregulation sulle tratte ora si corre il rischio di creare un mercato delle vacche a discapito della qualità e della sicurezza».
La deregulation delle autolinee interregionali di competenza statale è comunque storia antica. Già nel 2002 il ministero tentò l'apertura temperata del mercato attraverso un. regolamento, ma l'operazione non andò mai in porto incagliandosi in una questione di competenze di poteri a legiferare su materie spaccate a metà: da un lato la concorrenza in capo allo Stato, dall'altro i trasporti esclusivi delle Regioni. Il ministero - dopo la bocciatura di Affari regionali e Funzione pubblica - tentò di inserire il decreto nella Finanziaria 2003, incassando una decisione di inammissibilità dal Parlamento. Della deregulation non se ne fece più nulla, fino all'anno successivo quando la legge delega contenente la riforma dell'autotrasporto pose i primi principi cardine alla liberalizzazione del settore. Di lì il decreto legislativo del 2005 che - così come il primo regolamento ministeriale - pose come periodo transitorio il termine di cinque anni. E che ora decade per l'apertura del mercato, rimanendo però in piedi per le concessioni che quindi continueranno a essere valide fino al 1° gennaio del 2011.

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