Data: 09/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Aumenti Irpef, partiti costretti alla trattativa. Lunedì la delibera approda in consiglio comunale. Cgil, Cisl e Uil confermano il sit-in

Maggioranza e opposizione incontrano i sindacati: due giorni per tornare indietro Castellucci: «Serve un riequilibrio della politica sociale»

PESCARA. I sindacati insistono, la politica si interroga. Prende tempo. Ma in realtà è rimasto solo il week-end per decidere. Lunedì il consiglio comunale è chiamato a votare la delibera di giunta che prevede un significativo aumento della trattenuta Irpef in busta paga: dallo 0,1 allo 0,5%. Un'addizionale che, in caso di reddito di 24.000 euro, per tradurla in soldoni, peserà per circa 100 euro sulle tasche del cittadino (come si vede nella tabella a fianco).
Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i capigruppo di maggioranza e opposizione al Comune, in due tavoli separati, e ribadito la loro proposta: una rimodulazione dell'Irpef per fasce di reddito e non una aliquota fissa (lo 0,5%) come previsto dalla delibera presentata dall'assessore alle finanze Camillo D'Angelo. Si va dalla tassazione zero per un reddito massimo di 10 mila euro, fino allo 0,8% per quelli superiori ai 60.000 euro. Lo 0,8 è appunto il tetto massimo consentito dalla Finanziaria per i Comuni.
GLI INCONTRI. Le posizioni tra le parti, sia pure con qualche distinguo, restano quelle dei giorni scorsi. I partiti più vicini al sindaco D'Alfonso, come la Margherita, forti di alcuni pareri dell'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), hanno cercato di spiegare ai sindacati che la proposta della rimodulazione dell'addizionale per fasce di reddito comporta dei «rischi». Il perché lo spiega il consigliere comunale Enzo Del Vecchio, presente all'incontro di ieri con i partiti di maggioranza: «Nella fascia di reddito tra i 10.000 e i 24.000 euro, quella che interessa di più i sindacati, si incontra la maggiore evasione: professionisti, commercianti, eccetera. Così, applicando il criterio proposto da Cgil, Cisl e Uil, il rischio è di avere l'effetto contrario di quello sperato. E cioè, di fara pagare meno chi ha in realtà un reddito alto e di punire, chessò, un funzionario del Comune a reddito fisso che con uno stipendio di 1.900 euro al mese (lordi) si vede catapultato nella fascia soggetta ad una maggiore tassazione. In ogni caso», aggiunge Del Vecchio, «ci siamo detti disponibili a discutere della proposta dei sindacati prima del consiglio comunale di lunedì».
Enzo Imbastaro, capogruppo Ds, annuncia un incontro del suo partito per la giornata di domani, ma anche lui non nasconde le difficoltà politiche e "tecniche" del caso: «La situazione è complessa, ci riuniremo proprio per approfondire la questione».
I SINDACATI. Dopo la doppia tornata di incontri con le forze politiche, il segretario della Cgil di Pescara, Paolo Castellucci, non sprizza ottimismo: «Abbiamo riscontrato una certa disponibilità a discutere della nostra proposta, sia tra i partiti di maggioranza che di opposizione, ma abbiamo anche ribadito le nostre richieste che non si fermano solo alla rimodulazione dell'addizionale Irpef per fasce di reddito. Il riequilibrio della politica sociale deve passare, a nostro avviso, attraverso un finanziamento aggiuntivo di 1 milione di euro nel bilancio comunale del 2007 da destinare all'assistenza agli anziani, al sostegno ai giovani. C'è stato un taglio di 50 mila euro ai disabili psichici: si tratta di 14 famiglie alle quali è stata tolta una speranza».
La Cgil insiste ancora sugli anziani: «Solo 17 assistenze domiciliari integrate in una città che conta 29.000 anziani sopra la soglia dei 65 anni, di cui la metà ultra 75enni». Il Comune è chiamato a fare di più. Non è un caso, osserva ancora Castellucci, che le maggiori presenze extracomunitarie in città riguardino cittadine ucraine, le cosiddette "badanti", che suppliscono alla carenza di assistenza domicialiare agli anziani».
LA PROTESTA. Lunedì, in consiglio comunale, Cgil, Cisl e Uil (ieri c'erano anche i segretari Coccia e Ortolano) saranno presenti in aula con una nutrita delegazione. Nei giorni scorsi era già stato annunciato un sit-in di protesta. «Vogliamo delle risposte», spiega ancora Castellucci, «non ci siamo svegliati per caso una mattina facendo queste rivendicazioni. La nostra è una mobilitazione che sta interessando le organizzazioni sindacali di tutta Italia, da Bologna a Torino. Ci aspettiamo una serie di emendamenti alla delibera sull'addizionale Irpef. Vedremo in quella sede cosa succederà».

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