Data: 11/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Treni ancora bloccati, l'ira dei pendolari. Il comitato: basta con i disservizi o si rischia una rivolta popolare

AVEZZANO. La linea aerea va in tilt in due punti, la ferrovia Pescara-Roma resta spezzata in due tronconi per l'intera mattinata. Il sistema di alimentazione ha ceduto di schianto verso le 8, prima tra Guidonia e Bagni, poi, forse per effetto domino, il black-out è scattato anche tra Lunghezza e Salone. Stop che ha paralizzato il traffico per circa cinque ore, coinvolgendo numerosi treni. Le Ferrovie hanno cercato di tamponare i danni, ma il bilancio è stato pesante.
Il doppio guasto ha fatto scattare subito la macchina dei soccorsi, messa in allarme dal personale in servizio. E, mentre i tecnici cercavano i punti di rottura per le riparazioni, le Ferrovie hanno chiamato in soccorso i pullman per il trasbordo dei viaggiatori rimasti intrappolati nelle stazioni limitrofe a quelle del guasto. Trappola che ha penalizzato soprattutto i pendolari dei convogli 3379 diretti alla capitale e quelli del 2372 in viaggio verso l'area costiera. I viaggiatori rimasti bloccati nella periferia della capitale sono stati accompaganti ad Avezzano. Qui hanno ripreso il viaggio verso mezzogiorno, sempre a bordo di un bus, con un ritardo sulla tabella di marcia di due ore e mezza. Più fortunati i pendolari in attesa nel capoluogo marsicano partiti alla volta di Pescara con un treno da Avezzano, che hanno subito circa una mezz'ora di ritardo. Ripercussioni si sono registrate fino dopo le 13.
Il treno delle 13.10, in partenza da Avezzano, infatti, è stato posticipato alle 13 e 55 per riportare a casa gli studenti. Nel frattempo le squadre di specialisti dell'azienda ferroviaria hanno riparato i guasti e i treni hanno ripreso la loro corsa. Pian piano la situazione è tornata alla normalità, ma ormai il danno era fatto. In attesa di raddoppi e potenziamenti sulla vecchia linea Pescara-Roma continuano a verificarsi guasti di ogni genere, segno di un sistema che fa acqua da tutte le parti.
L'ennesimo disagio ha riproposto, in maniera ancora più accesa, le proteste dei viaggiatori. «Dire che siamo stufi è poco» commenta Rita Tabacco, funzionaria di un ministero a Roma e promotrice del comitato pendolari «i politici non si rendono conto di essere seduti su una polveriera. Se i disagi dovessero continuare» sostiene «il pericolo è che si scateni una rivolta civile». Poi aggiunge: «Venerdì, i pendolari della Roma-Pescara, sono rimasti fermi alle porte della capitale per circa 20 minuti. Uno stop forzato per dare la precedenza a un treno veloce». Un problema, questo, che allunga ulteriormente le cause dei ritardi sulle tabelle di marcia dei treni di serie B, come quelli utilizzati sulla linea Roma-Pescara. «L'esasperazione è alta» conclude Tabacco «è necessario che tutte le istituzioni si mobilitino per obbligare le Ferrovie e Trenitalia a rendere decoroso il servizio».

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