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SULMONA - Evitare l'ennesima spoliazione del territorio. È questa la parola d'ordine che accomuna da un lato Cgil, Cisl e Uil, in merito alla distribuzione dei posti letto approntata dal direttore generale della Asl, Giancarlo Moroni, dall'altro i tanti residenti della Valle Peligna che temono per la sede della società Schiappa che pare stia per migrare nel capoluogo. «Non siamo più disposti - dicono i sindacati all'unanimità alla vigilia della presentazione del piano di riordino dei posti letto - a tollerare eventuali decisioni che vengono assunte senza alcuna condivisione con i soggetti titolati. Il servizio di riabilitazione nella Valle è fortemente penalizzato con lunghe file di attesa e con gravi disservizi per i cittadini e, pertanto, la riattivazione dei 30 posti letto (che al momento sembrano dissolti, ndr) diventa una necessità per garantire il diritto alla salute di cittadini e pazienti». Le organizzazioni sindacali, sul piede di guerra, annunciano una richiesta di incontro urgente con il direttore dell'azienda sanitaria Sulmona-Avezzano al fine di discutere per tempo la riorganizzazione dei servizi. Sul fronte Schiappa, invece, Francesco Di Nisio, coordinatore regionale per l'Abruzzo del Patto, riserva una tirata d'orecchie al sindaco di Sulmona. «Il silenzio dell'amministrazione sulmonese - ha detto Di Nisio durante una conferenza stampa - è sconcertante e desolante di fronte alla richiesta dei tanti cittadini che temono per il futuro della società Schiappa, ancora per poco "patrimonio" di questo territorio se non si interverrà affinché la sede resti dov'è. Le rassicurazioni dell'assessore Tommaso Ginoble non sembrano essere sufficienti. Per questo, in attesa che dalla Regione qualcuno ci risponda, torniamo a chiedere l'implementazione delle corse per Roma e quelle nei giorni festivi al fine di agevolare il flusso turistico dalla capitale alla regione dei Parchi». |