Data: 12/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il Comune di Pescara: «Sì a tre aliquote per l'Irpef». Addizionale, spunta un'altra soluzione per fermare la protesta

Assessore e tecnici riuniti di domenica per studiare una modifica dell'imposta. Oggi la delibera va in consiglio

PESCARA. A poche ore dal consiglio di fuoco che dovrà discutere sulle nuove tasse comunali, l'amministrazione comunale rilancia una nuova proposta sull'addizionale Irpef per fermare la protesta dei sindacati. Il tributo si basa su tre aliquote differenti da applicare a seconda dei redditi.
Ecco cosa si prevede. La cosiddetta «no tax area», cioè la fascia di esenzione, resterebbe fino a 10.000 euro. Poi, si applicherebbero le aliquote dello 0,2 per cento, per i redditi da 10.001 a 30.000 euro; dello 0,5, per quelli da 30.001 a 60.000; dello 0,8, oltre i 60.000.
Si tratta di una proposta simile a quella avanzata dai sindacati per ridurre l'impatto della tassa sui cittadini meno abbienti. Loro, però, avevano ipotizzato quattro aliquote. Lo studio del Comune è venuto fuori da una riunione tecnica che si è svolta ieri mattina in municipio. L'assessore al bilancio, Camillo D'Angelo, insieme al direttore generale, Antonio Dandolo, al ragioniere generale, Giovanni D'Aquino e al dirigente del settore informatico, Marco Scorrano, hanno effettuato una simulazione, sulla base dei dati dell'Irpef forniti dall'Agenzia delle entrate, per verificare la possibilità di passare da una sola a più aliquote differenti, mantenendo la previsione di gettito di 6 milioni di euro in bilancio. L'operazione appare possibile a livello economico, ma restano i dubbi sulla legittimità. L'amministrazione comunale, in proposito, sta aspettando dal ministero delle Finanze una risposta al quesito proposto sull'applicabilità di un'addizionale multi-aliquota. Questo dubbio, se non dovesse essere sciolto, potrebbe far slittare l'esame in consiglio.
Stamattina comunque, prima dell'avvio della seduta, D'Angelo si incontrerà con i sindacati per presentargli la sua proposta con tre aliquote. In alternativa, c'è un'ipotesi meno radicale che prevede il mantenimento di una sola aliquota allo 0,5 per cento, ma con l'estensione della fascia di esenzione ai redditi fino a 11-12mila euro. Se la trattativa dovesse fallire, partirà il sit-in in aula organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Anche l'opposizione ha annunciato battaglia con 2.500 emendamenti.

Ma Acerbo porta in aula gli inquilini

PESCARA. Acerbo porta in aula la protesta degli inquilini contro gli aumenti dei canoni sui garage dell'Ater. La manifestazione degli assegnatari delle case popolari si svolgerà stamattina, insieme al sit-in organizzato dai sindacati contro l'aumento delle tasse comunali. Ieri il deputato e consigliere di Rifondazione, Maurizio Acerbo e i consiglieri della Margherita, Enzo Del Vecchio e dei Verdi, Fausto Di Nisio, hanno invitato l'Ater a tornare sui suoi passi. «L'istituzione del nuovo balzello di 30 euro al mese sui garage pertinenziali degli alloggi popolari deliberato dal consiglio di amministrazione dell'Ater è illegittimo» sostengono in una nota congiunta «Una nostra ricerca ha evidenziato che le pertinenze improduttive, come garage, box e cantine, sono soggette esclusivamente al rapporto dell'equo canone. Invitiamo l'Ater a fare marcia indietro, al fine di evitare contenziosi».



www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it