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PESCARA. «Le nostre tasse sono più basse delle vostre, gli argomenti di Chiodi sono da comizio di quartiere». E' scontro di cifre dopo le dichiarazioni del sindaco forzista di Teramo Gianni Chiodi, che sul Centro di ieri, annunciando che l'addizionale Irpef restava invariata per i teramani, aveva punzecchiato gli amministratori di colore opposto: «Mentre a Chieti e a Pescara, Comuni gestiti dal centrosinistra, annunciano l'aumento dell'Irpef, noi ribadiamo la scelta di non aumentare le tasse». Quanto basta per scatenare la circostanziata replica dell'assessore alle Finanze. Dati alla mano, Camillo D'Angelo ha scritto una lettera aperta al sindaco di Teramo, avviando di fatto la lite su chi è più o meno magnanimo con le tasche dei propri amministrati. «Ilustre sindaco», scrive il responsabile delle casse pescaresi, «non regge l'argomento da comizio di quartiere, me lo consenta, secondo il quale il centrodestra diminuisce le tasse e il centrosinistra le aumenta. Soprattutto non è vero, anche perché se facciamo un confronto di merito tra le tasse e le tariffe vigenti a Pescara (centrosinistra) e a Teramo (centrodestra) non è difficile scoprire che le aliquote sono più basse nel nostro comune rispetto a quello che Lei amministra». E D'Angelo passa al contrattacco, con una lista circostanziata di sigle e percentuali: «L'Ici per la prima casa da noi è al 3,5% (la più bassa d'Italia) e da voi al 5% (forse quest'anno la porterete al 4,6%, ma tant'è). La Tarsu da noi costa 127 euro per un immobile di 100 metri quadrati, a Teramo, invece, un immobile di eguale grandezza, abitato da quattro persone, secondo le tariffe Tia arriva a costare 233,22 euro, ovvero il doppio». E ancora: «L'addizionale Irpef a Teramo è da anni allo 0,5%, senza fasce di esenzione per i ceti più deboli, mentre a Pescara proponiamo che lo 0,5% sia introdotto quest'anno, come misura inevitabile per compensare gravi deficienze di gettito, e con una no tax area fino a 15.000 euro. Senza parlare», va avanti l'assessore pescarese nella sua lettera, «dei costi dei servizi a domanda individuale (anche per servizi essenziali come asili, mense, pratiche comunali) che risultano essere in costante e vertiginosa crescita a Teramo, mentre a Pescara sono di fatto fermi da anni». «A tutto questo», prosegue l'amministratore, «si deve aggiungere che quando si chiedono i soldi ai cittadini bisogna chiederli sulla base di impegni precisi, ovvero degli investimenti che si intende condurre per lo sviluppo della città. Questa è la scelta che abbiamo fatto a Pescara», si vanta D'Angelo, «dove con risorse inferiori a quelle che vengono esatte a Teramo abbiamo impostato, portato avanti e in larga parte concluso uno straordinario programma di riqualificazione della città, del peso di 120.000.000 di euro per 250 interventi. Non so se lo stesso si possa dire per la sua amministrazione», provoca D'Angelo «anche se confido di sì, visto che nella sua città il carico di tassazione sui cittadini è maggiore che nella nostra, come può vedere dai dati». Quindi, prima di inviargli «i più cordiali saluti», l'assessore Camillo D'Angelo invita il sindaco Gianni Chiodi «a maggiore sobrietà, perché si può sempre correre il rischio che altrove si fa di più con meno». |