Data: 15/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Campo: «Troppe tasse la gente è stanca». Il segretario della Uil rivela: il bollo auto più caro d'Italia si paga in Abruzzo

PESCARA. Due tristi primati per le tasche degli abruzzesi: un costo del bollo auto che pone la regione tra le prime in Italia e, la somma delle addizionali Irpef 2007, (regionale e comunali), spediscono molte città ai vertici della classifica nazionale. A fare i conti del peso fiscale è la Uil Abruzzo in uno studio sull'incidenza delle tasse sui contribuenti abruzzesi e, su come i ticket sui medinali, rischiano di deprimere non solo gli stipendi ma l'intera economia regionale. L'analisi viene dal segretario generale della Uil Abruzzo, Roberto Campo, che sintetizza tutto il mix di tasse in una frase: «Abruzzo, un'avanguardia negativa», e osserva: «l'uso eccessivo della leva fiscale penalizza chi adempie al dovere fiscale e deprime l'economia».
«Siamo», sottolinea Campo, «tra le regioni col più alto costo del bollo per auto: assieme con Calabria, Campania, Liguria, Toscana e Veneto, la regione applica la tariffa del 10 per cento. Seguono regioni che applicano il 7,98 per cento e il 7 per cento e il gruppo delle regioni che si accontentano della tariffa base».
Ma le critiche della Uil si fanno ancora più severe sull'applicazione dei nuovi ticket farmaceutici: 0,50 centesimi per farmaco.
«L'Abruzzo», contesta Campo, «è stata la prima regione ad introdurli. La maggioranza regionale di centrosinistra ha però potuto verificare come la manifestazione dei pensionati tenuta sabato scorso abbia mostrato come i cittadini siano stufi di pagare. La manifestazione del 10 febbraio», prosegue Campo «non è stata solo una protesa contro i ticket, ma l'indicazione di una strategia alternativa di sviluppo regionale».
Oltre i ticket e il bollo auto l'indagine Uil rivela che Pescara e Teramo sono tra i primi 12 comuni capoluoghi di Provincia in Italia per il costo degli importi Irpef. L'Aquila e Chieti sono tra i primi 25 comuni mentre Avezzano si attesta sul livello della media nazionale.
Ma non è finita.
«A questi dati», ricorda Campo, «va aggiunta la minaccia di un ulteriore aumento, in caso di deficit aggiuntivo nei conti della sanità per il 2006, dell'Irpef regionale e dell'Irap oltre il tetto massimo già raggiunto l'anno scorso».
La scelta fatta dalla giunta regionale di anticipare già al 2007 la possibilità prevista dalla Finanziaria nazionale di aumentare Irpef ed Irap senza più vincoli di tetti massimi, sostiene la Uil in una nota, farebbe dell'Abruzzo «un'avanguardia negativa» sia dal punto di vista normativo sia per il peso delle tasse locali. A conti fatti, infine, la Regione ha già incassato un gettito fiscale di 139 milioni l'anno, per il mezzo punto in più di Irpef e un punto in più di Irap scattato nel 2006.

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