Data: 15/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La riforma della pubblica amministrazione di Antonio Iovito (*)

Nonostante la firma del "memorandum" sulla pubblica aministrazione, continua la campagna mistificatoria contro i dipendenti pubblici. Sacche di inefficienza, di sprechi e di improduttività esistono e vanno rigorosamente combattute. Ma attribuirne le responsabilità ai soli dipendenti è ingiusto e sbagliato. Dobbiamo chiederci, al contrario, come coinvolgere i dipendenti in un nuovo processo di miglioramento dei servizi a garanzia dei diritti dei cittadini. Il primo aspetto da affrontare riguarda il livello della programmazione; il rapporto tra azione pubblica e privatizzazione dei servizi; il confine tra attività amministrativa e politica; il ruolo di terzietà e autonomia della dirigenza. Come si può notare in ultimo arriva l'impegno, l'attività, la produttività dei dipendenti.
In questi anni si è dato vita a numerosi enti di gestione, a continui scorpori di attività senza una reale verifica sui risultati economici e di efficienza dei servizi. Gli enti sono divenuti l'alibi per l'aggiramento del "Patto di stabilità", l'opportunità per praticare gestioni clientelari del personale e creare una amplia platea di lavoratrici e lavoratori precari, l'occasione per rafforzare il sistema di potere dei partiti attraverso le varie nomine e le indennità.
Altro tema delicato riguarda quello delle consulenze e degli appalti. Le prime oggetto di segnalazione anche da parte della Corte dei Conti, l'altro è strettamente connesso alla politica di privatizzazione. Molte decisioni assunte nelle assise legislative, come nella Regione Abruzzo, hanno ridimensionato l'autonomia e terzietà della dirigenza, affievolendo continuamente il confine tra politica e amministrazione introducendo il sistema dell'affiliazione fiduciaria oltre i normali confini dell'alta dirigenza. Si può prescindere da queste scelte per impostare un ragionamento serio sul miglioramento dei servizi e della pubblica amministrazione? Abbiamo sottoscritto il "memorandum": ridiscutere delle funzioni degli enti, delle dotazioni organiche, della ri-acquisizione delle attività esternalizzate, del superamento del precariato, del ruolo autonomo della dirigenza e della separazione netta tra programmazione e gestione, una coerente politica contrattuale, sono i temi della nuova sfida per costruire una nuova pubblica amministrazione efficiente.
La giunta regionale, i presidenti delle Province, i sindaci e i rappresentanti della politica, vogliono realmente confrontarsi su questi temi? La Cgil è pronta a raccogliere questa sfida.

Antonio Iovito *
* Segretario regionale Cgil-Funzione pubblica

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