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Chissà se l'ultimo preoccupante allarme lanciato dall'Onu sui terrificanti effetti del riscaldamento del nostro pianeta sortirà effetti tra i governanti dei popoli del mondo. Il pericolo reale di inondazioni, desertificazione, devastazioni, malattie, epidemie, siccità, povertà e morte non bastano forse a prendere drastici ed immediati provvedimenti per limtare i gravi danni causati dall'ossido di carbonio e dal micidale effetto serra che ne consegue? Quel che si vede in Italia non è affatto incoraggiante: sulle televisioni impazza la pubblicità di auto sempre più potenti, il numero di mezzi a motore in circolazione continua ad aumentare, incrementando l'inquinamento da polveri sottili, l'aria nelle nostre città e ormai irrespirabile, i sindaci continuano a promuovere blocchi di traffico che non servono a nulla, i governi nazionali destinano pochissime risorse all'ambiente. Prendiamo Pescara: vi circolano ahimmè sempre meno biciclette e sempre più auto. Il piano traffico non ha scalfito minimamente il livello di inquinamento della città; inoltre, non esistono mezzi pubblici ecologici e non sono state adottate misure atte a limitare drasticamente il traffivo veicolare, mentre di nuove piste ciclabili (sicure però) non si vede nemmeno l'ombra. Inoltre, lo scarso e sofferente patrimonio arboreo esistente in città è ai minimi termini perchè nessuno più pianta nuovi alberi (da anni mi chiedo il perché). Come si vede, il preoccupante quadro locale e cittadino collima pienamente, per alcuni punti, con la drammatica realtà planetaria. Ciò dimostra che il cambiamento può e deve partire dal basso: meno cemento, meno macchine, più verde, più biciclette, utilizzo di mezzi pubblici non inquinanti, più raccolta differenziata, maggiore tutela dell'ambiente. Antonio Taraborrelli Pescara |