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PESCARA. Quest'anno tutti i contribuenti pescaresi, con redditi al di sopra di 15.050 euro, pagheranno un'addizionale Irpef più cara. L'aliquota passa dallo 0,1 allo 0,49 per cento. Ieri sera il consiglio comunale, dopo una seduta andata avanti per tre giorni, ha approvato l'aumento della tassa. La maggioranza è riuscita a neutralizzare con un escamotage il duro ostruzionismo del centrodestra. In che modo? Con un emendamento dell'opposizione, approvato anche con i voti del centrosinistra, che ha reso inammissibili tutte le altre centinaia di proposte di modifica e 500 ordini del giorno ancora da esaminare, presentati dai partiti della Casa delle libertà per rallentare il varo del nuovo tributo. L'emendamento approvato prevede di destinare il gettito della tassa per le politiche sociali e per le micro imprese. VIA ALL'AUMENTO. Questa operazione ha consentito di arrivare alla votazione della delibera, contentente l'aumento dell'addizionale, nel giro di qualche ora. Così, il provvedimento, reso immediatamente esecutivo, è stato approvato con 20 voti favorevoli della maggioranza, 8 contrari dell'opposizione e 4 astenuti dell'Udeur, giusto in tempo per consentire all'amministrazione comunale di segnalare al ministero delle Finanze la nuova aliquota da applicare quest'anno. Se l'indicazione non fosse arrivata entro oggi, il Comune avrebbe avuto dei grossi problemi per incassare il gettito derivante dall'aumento dell'addizionale. QUANTO SI PAGHERA'. E' stata fissata a 15.050 euro la cosiddetta «no tax area», cioè il limite per avere diritto all'esenzione. In pratica, fino a questa cifra di reddito non si pagherà l'addizionale Irpef. Al di sopra di questo tetto verrà applicata l'aliquota, aumentata dallo 0,1 per cento dell'anno scorso allo 0,49. Ecco alcuni esempi. Per un reddito di 20mila euro, il tributo passa da 20 a 98 euro; per uno di 30mila, da 30 a 147 euro: per uno di 45mila, da 45 a 220,5. TRE GIORNI DI CONSIGLIO. E' durato in tutto tre giorni lo scontro tra maggioranza e opposizione sull'addizionale Irpef. Ieri sera è arrivata la svolta. Un emendamento presentato dal consigliere di An, Alfredo Castiglione, ha permesso al centrosinistra di chiudere la partita. Dopo l'approvazione di questa richiesta di modifica il presidente del consiglio comunale, Gianni Melilla, ha dichiarato non più ammissibili tutti gli emendamenti successivi e i 500 ordini del giorno che proponevano di destinare le entrate per altre spese. Con questo emendamento, l'amministrazione dovrebbe destinare per il sociale e per le micro imprese 6 milioni di euro di gettito. Il centrodestra ha detto di essere soddisfatto del risultato raggiunto ieri in aula. «Questo emendamento corregge il tiro di una tassa iniqua», ha commentato Berardino Fiorilli (Pescara futura). «Così aumenteremo i fondi per il sociale», ha aggiunto Castiglione. «Si aiuteranno le famiglie più bisognose», ha sottolineato Carlo Masci (Udc). «Saremo vigili contro le manovre truffaldine di questa maggioranza per evitare l'applicazione di questo emendamento», ha avvertito Augusto Di Luzio (An). Ma il commento del sindaco, Luciano D'Alfonso, è stato di tenore diverso: «Questo è uno scacco matto con sorriso». |