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L'Enac sblocca il finanziamento, scongiurata la chiusura dello scalo Atterraggi sicuri Partono i lavori per la recinzione
PESCARA. I soldi per garantire l'ampliamento e la messa in sicurezza dell'aeroporto ci sono. «Li abbiamo trovati», esultava ieri il sindaco Luciano D'Alfonso: «7 milioni e 900mila euro sbloccati dal Cipe nonostante qualcuno (il ministro dell'Economia Tremonti ndr) avesse dimenticato di depositare il piano di riparto». Ma per D'Alfonso quello di ieri è stato soprattutto il giorno dei ringraziamenti, e non delle polemiche. In mattinata era stato il presidente dell'Enac, Vito Riggio, a comunicare con una lettera la disponibilità delle risorse destinate all'aeroporto d'Abruzzo. I ringraziamenti del sindaco iniziano da qui, dal responsabile dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, uno dei protagonisti, spiega D'Alfonso, di questa lotta contro il tempo che ha visto in campo anche il presidente della Regione Ottaviano Del Turco, grazie ai due milioni di finanziamenti anticipati dall'ente per consentire i primi interventi; il prefetto Giuliano Lalli, il direttore del Dipartimento Infrastrutture del ministero, Silvio Di Virgilio. I circa 10 milioni di finanziamenti complessivi consentiranno di avviare subito le opere «urgentissime», relative soprattutto alla recinzione della pista dell'aeroporto. Il rischio, come aveva ipotizzato il prefetto Lalli in una lettera al ministero delle Infrastrutture, era quello di un ridimensionamento (ma si era parlato anche di chiusura) della operatività dell'aeroporto, con le immaginabili conseguenze sull'economia. Ora il cantiere potrà essere avviato e consentire l'allungamento di 200 metri della pista e lo spostamento della recinzione su un'area di circa 24.000 metri quadri già acquisita dalla Saga (per circa 800 mila euro). D'Alfonso non ha mai fatto mistero che è quella delle infrastrutture la grande scommessa da vincere. L'altro fronte sul quale la città gioca la carta dello sviluppo e del rilancio turistico riguarda i collegamenti marittimi. Sul molo di Levante, la draga giunta da Venezia la scorsa settimana aspetta ancora di entrare in azione per liberare i fondali dalle secche e consentire la piena operatività di traghetti e carghi commerciali. I lavori in corso alla "vasca di colmata", il grande piazzale del nuovo porto destinato allo stoccaggio dei mezzi in arrivo e in partenza, hanno impedito l'avvio dell'intervento di escavazione dei fondali, che dovrebbe comunque partire il 3 maggio, come assicurato ieri dal sindaco. Per liberare il fondale della darsena da circa 70.000 metri cubi di fango e sabbia, e ripristinare la piena agibilità delle nuove banchine, ci vorrà almeno un mese di lavoro. Anche qui una bella lotta contro il tempo, perché la stagione è alle porte, la Ivan Zajc (attualmente in avaria) attende buone notizie da Pescara per ripristinare il collegamento con Spalato, e la Snav è pronta a ripartire, dal 17 giugno, con il suo Pescara Jet da 400mila cavalli: poco meno di tre ore di navigazione per portare da una sponda all'altra 800 passeggeri con 200 auto al seguito. A medio e lungo termine, la risposta per lo sviluppo del porto sarà chiamato a darla il piano regolatore portuale nel quale sarà inserito anche il progetto di modifica della diga foranea proposto dall'Apat (l'Agenzia per la protezione dell'ambiente). |