Data: 16/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La Regione apre ai sindaci sull'ex ferrovia. I promotori della legge: disposti ad inserire le altre zone e a rivedere alcuni punti

LANCIANO. «Siamo disposti a rivedere alcuni punti della legge ed inserire altre aree nel sistema delle riserve della costa teatina». Così rispondono i consiglieri regionali Maria Rosaria La Morgia (Unione) e Walter Caporale (Verdi) e l'assessore all'ambiente Franco Caramanico (Ds) - firmatari della legge che istituisce un sistema di riserve sulla costa teatina - alle perplessità dei sindaci di Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito e Torino di Sangro sull'inserimento della fascia di protezione di 150 metri a monte e a valle dell'ex tracciato ferroviario e sul mancato inserimento di San Giovanni in Venere. I 150 metri, dunque, non sono di ostacolo allo sviluppo turistico della costa, come credono i sindaci? San Giovanni in Venere sarà un giorno una riserva? In Regione credono proprio di sì. «La richiesta del sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio di inserire l'area dell'abbazia di San Giovanni in Venere nella riserva non ci sta perché il sito ha rilevanza monumentale e paesaggistica, non naturalistica», spiega Maria Rosaria La Morgia, «se, invece, il fosso di San Giovanni ha le carte in regola per essere una riserva, bastava che il sindaco ne parlasse negli incontri fatti prima che la legge fosse approvata in commissione».
«Non ci sono problemi», assicura Franco Caramanico, «per tutelare nuove aree si può intervenire sulla legge approvata con un provvedimento ad hoc o fare una richiesta ufficiale firmata dal consiglio comunale o inserire l'area all'interno del parco quando se ne deciderà il perimetro che sarà maggiore della riserva». «L'inserimento della fascia di protezione era una proposta che aveva riscosso l'appoggio di tutti i sindaci», riprende La Morgia, «in quelle riunioni i sindaci avevano sempre sostenuto che una riserva fatta su un ex tracciato non aveva senso: hanno cambiato idea?».
«La fascia non implica una chiusura netta verso ogni tipo di costruzione"», replica Walter Caporale (Verdi) promotore l'emendamento, «strutture eco-compatibili necessarie per lo sviluppo turistico della zona sono possibili. Che esistesse, inoltre, un fosso di San Giovanni in Venere che poteva essere inserito nella riserva, l'abbiamo appreso dai giornali».
Ma come il fosso di San Giovanni esistono altri siti - le dune di Casalbordino, parte del litorale vastese, la Ghiomera (Ortona), la costa di San Salvo - che non sono stati inseriti tra le riserve. «Non sono stati dimenticati», precisa Caporale, «contatterò i sindaci di questi comuni per presentare una proposta di legge che tuteli questi tratti. La proposta, una volta approvata dai consigli comunali, arriverà subito in consiglio regionale senza passare di nuovo in commissione».
Le riflessioni dei sindaci hanno suscitato disapprovazione anche da parte della sezione lancianese di Italia Nostra. «I sindaci chiedono di tutelare il territorio», afferma Pierluigi Vinciguerra, «e poi consentono scempi edilizi sui tratti della costa».

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