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Epifani, Bonanni e Angeletti studiano una strategia d'intervento ROMA. Sulla lotta al terrorismo «il sindacato non riceve lezioni da nessuno». Nemmemo da Prodi. Guglielmo Epifani respinge duramente l'invito del premier a vigilare di più sulle infiltrazioni dei neo brigatisti nei sindacati. E nel giorno in cui la Fiom dà mandato ai legali per «iniziative a tutela del ruolo e dell'immagine dell'organizzazione», il segretario della Cgil promette di «fare piazza pulita delle mele marce». «Saremo inflessibili, elimineremo le mele marce, sappiamo bene come farlo e perché, vinceremo anche questa battaglia grazie alla forza delle nostre idee» dice il segretario generale della Cgil, concludendo la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Bastia Umbra contro il lavoro nero. Un tema drammatico, oscurato dalle indagini della magistratura che stanno sgominando le nuove Br e che in poche ore hanno portato a 28 gli indagati con tessera sindacale. Un tema affrontato dai segretari confederali in un breve vertice al termine del comizio per organizzare la strategia dei prossimi giorni. Per ora non ci sarà lo sciopero contro il terrorismo, ma il sindacato proseguirà con iniziative locali, cercando di privilegiare i luoghi di lavoro. Le prime tre si terrano dalla prossima settimana e vedranno Bonanni, Epifani e Angeletti impegnati a Torino, Milano e Padova. Ma torniamo alla polemica innescata dalle sollecitazioni di Romano Prodi. «Il terrorismo ha rialzato la testa e questo ci inquieta, ma il sindacato non può accettare lezioni da nessuno perchè sa cosa vuol fare e cosa farà», tuona dal palco Epifani, ricordando che terroristi e sindacato sono e da sempre «nemici storici». Parole pesanti quelle del segretario generale. Parole che trovano il consenso del presidente della Camera, Fausto Bertinotti e del vuo vice, il diessino Carlo Leoni. La Cgil «ha prefettamente risposto a Prodi», dichiara Bertinotti, ex leader sindacale. Alla vigilanza «ci penserà la Cgil che è un'organizzazione di grande esperienza e di grande forza», aggiunge l'ex segretario di Rifondazione. La Cgil è «vittima» delle infiltrazioni delle nuove Br e quindi sono «gravi gli attacchi» della Cdl al sindacato ed «è sbagliata la freddezza mostrata in queste ore dal centrosinistra», rincara Leoni. Del tutto opposta la reazione della Cdl. «Dalla Cgil ci vorrebbe meno presunzione ed un' autocritica forte e credibile», dichiara l'Udc Maurizio Ronconi. Seguito a ruota dal leghista Roberto Castelli. «In questo sindacato c'è un brodo di coltura che fa sì che nascano queste che si chiamano schegge impazzite», attacca l'ex ministro della Giustizia commentando le notizie sui 28 componenti coinvolti nelle indagini sulle nuove Br. E proprio le ultime indiscrezioni sui nuovi indagati sconcertano Gianni Rinaldini, storico leader delle «tute blu» della Fiom. «Viviamo una situazione inaccettabile, incredibile, ci dicano come stanno le cose, a noi per ora non risulta che ci siano state notifiche», lamenta Rinaldini commentando la fuga di notizie che ha messo la Fiom nella bufera. E di terrorismo e lotta alle nuove Br parlano anche Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Il terrorismo è come un virus che non si è riusciti a debellare, avverte il segretario della Uil. Per Angeletti in Italia il fenomeno «è un fatto endemico, come un virus che non siamo riusciti a debellare dall'organismo e che ogni tanto riemerge più o meno virulento: non è un problema del sindacato ma della società italiana». Per il segretario della Cisl invece il terrorismo va ricondotto a una sbagliata considerazione dell'antagonismo politico. «Talvolta l'antagonismo si presta alle mire di taluni che ritengono che attraverso la violenza o la morte si possa risolvere il problema», spiega Bonanni. Il sindacato deve svolgere un ruolo importante, organizzando assemblee nelle città calde, ma è fondamentale il ruolo della politica. «La politica deve smettere di contrapporsi anche verbalmente, distruggendo ogni opinione dell'avversario». |