Data: 29/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Nuovo Parlamento. Il giorno delle matricole abruzzesi. L'emozione dei neo eletti «Lavoreremo per la regione»

PESCARA. Emozionati tesi di fronte al nuovo ruolo. Per i parlamentari abruzzesi al primo mandato, l'esordio da deputati-maatriccole è stato molto più di un primo giorno di scuola, fra i volti noti che sfrecciano nel Transatlantico e l'emozione di sedere in un'aula che ha visto formarsi la storia del Paese. Il primo pensiero di Pina Fasciani, parlamentare della Quercia è stato proprio la sacralità del luogo: «L'emozione più forte l'ho vissuta quando mi sono seduta al mio posto. In quello scenario, ho pensato ai grandi personaggi della storia italiana, uomini e donne che hanno costruito questo Paese, come Gramsci e Matteotti. Ma ho pensato anche a mio padre minatore e all'educazione di profondo rispetto per le istituzioni».
Maurizio Acerbo, invece, non è riuscito a fare a meno del megafono. Da militante di base con esperienza ventennale nei movimenti, ha voluto partecipare al picchetto organizzato dal sindacato dei giornalisti all'ingresso della Camera.
«Il precariato ormai colpisce tutte le categorie professionali», spiega il neodeputato di Rifondazione comunista, «e ho voluto testimoniare la mia solidarietà». Ma il primo impatto, in questo caso negativo, è stato con il nuovo status economico: «Ho preso visione della lista infinita di privilegi di cui godono i parlamentari, sto cercando di capirli più a fondo visto che sono una vera e propria selva. Onestamente mi sento a disagio di fronte a tante famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, dovremo metterci mano». Spaesato nel nuovo ruolo anche Dante D'Elpidio, ex presidente regionale dell'Unitalsi eletto con i Popolari Udeur di Clemente Mastella. Una vita nell'associazionismo e nel volontariato, ora il salto nelle stanze che contano. «Ho studiato molto prima di entrare qui questa mattina (ieri per chi legge, ndc), sono abituato ad affrontare ogni sfida con il massimo impegno. E per una persona come me che arriva dall'associazionismo, i regolamenti e le procedure del parlamento sono una materia del tutto nuova».
Meno a disagio, ma comunque emozionato, il neodeputato della Margherita Lanfranco Tenaglia: per anni ha calcato tribunali, corti d'appello, procure, fino all'incarico nel Consiglio superiore della magistratura, che ha lasciato per candidarsi nella lista dell'Ulivo.
«Certo, la mia esperienza con i meccanismi del Csm mi ha aiutato a ridurre l'impatto con la Camera dei deputati», dice Tanaglia, «ma questo resta un luogo sacro, un posto che incute timore e incoraggia a lavorare. In tutti coloro che vi entrano per la prima volta c'è sicuramente molta emozione». Sono stati i luoghi e le persone invece a segnare l'esordio a Montecitorio di Carlo Costantini come deputato dell'Italia dei valori.
«Entrando nell'aula e girando per i corridoi del palazzo», spiega, «c'è la consapevolezza del livello di responsabilità che ci siamo assunti. Sono le mura, le strutture, l'aria che hanno scritto la storia d'Italia. Ma anche le persone che sono sedute vicine danno il senso dela nuova dimensione». L'imprenditrice e dirigente di Forza Italia, Paola Pelino unica new entry abruzzese della Casa delle libertà a Montecitorio, eletta in parlamento grazie all'opzione di Elio Vito per il seggio in Campania: per l'esponente azzurra solo ieri il nodo è stato sciolto, e il suo nome inserito fra quelli dei parlamentari sul sito ufficiale della Camera.
Emozione anche per Antonio Verini, neodeputato aquilano della Margherita: «Entrando ho ripercorso i miei anni di amministratore e di insegnante, sono partito da Campotosto e sono arrivato alla Camera, una grande soddisfazione». Entro 45 giorni dovrà scegliere se rinunciare al suo scranno in Consiglio regionale, «ma voglio prendermi del tempo».

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