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VICENZA - La città del Palladio non sarà come Genova durante il G8. Blindata sì ma senza eccessi. Anche se le misure di sicurezza per la manifestazione contro l'ampliamento della base Usa di sabato (previsti 60mila partecipanti) sono state curate nei minimi dettagli. Non ci sono container e cancellate a delimitare zone rosse, che pur ci saranno. La presenza delle forze dell'ordine è consistente ma discreta. SPAZIO AEREO CHIUSO - Su Vicenza sarà interdetto il sorvolo agli aerei civili, gli idranti presidieranno la caserma Ederle e l'aeroporto Dal Molin, mentre negli altri obiettivi sensibili saranno schierate decine di uomini delle forze dell'ordine. L'ospedale di riferimento sarà il San Bortolo, mentre lungo le strade sono stati allestiti quattro punti di pronto soccorso. In piazza ci saranno circa 1.500 agenti che si disporranno con lo stesso modello di Firenze: un numero consistente in testa e in coda al corteo e la maggioranza sparsa per la città, poco visibile ma pronta ad intervenire. TRENI SPECIALI - Il questore Dario Rotondi ha firmato un'ordinanza sottolineando che c'è il rischio di «azioni dirette di carattere violento» sia contro «obiettivi sensibili», sia nei confronti di «persone o cose». A preoccupare sono soprattutto alcuni centri sociali del nord che in questi giorni hanno espresso solidarietà per i 15 arrestati accusati di far parte delle nuove Brigate Rosse: il Vittoria di Milano, il Gramigna di Padova, alcune realtà antagoniste di Torino. Senza contare gli anarchici e i «cani sciolti» che non fanno riferimento a nessuno. E non possa sotto silenzio la presenza di Massimiliano Murgo, uno degli indagati nell'inchiesta sulle Br. SERVIZIO D'ORDINE - La scommessa, e la speranza, è che ad isolarli sia lo stesso corteo. In questa direzione hanno lavorato in questi giorni gli esponenti più in vista del movimento. La scelta del Leoncavallo, lo storico centro sociale di Milano, e di Rifondazione, di annullare il treno da Milano per non mischiarsi con quelli del Vittoria ne è l'esempio più eclatante. Ma di contatti ce ne sono stati molti e alla fine si è deciso che ogni spezzone del corteo avrà il suo servizio d'ordine. A partire dalla Cgil, che schiererà qualcosa come 1.500 persone. L'obiettivo è evitare infiltrazioni e provocazioni. IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE - I primi manifestanti arriveranno all'alba di sabato, con i treni speciali. Complessivamente saranno 3 i convogli, 250 i pullman. Senza contare chi arriverà con mezzi propri. Le forze dell'ordine si aspettano circa 40mila persone ma tra gli organizzatori la speranza è che in piazza siano almeno il doppio. Il corteo partirà alle 14.30 dalla stazione: lo aprirà lo striscione «Ribellarsi è giusto», sostenuto dalle donne. Il concentramento sarà però in due punti diversi della città: i centri sociali e il comitato "No dal Molin" si ritroveranno direttamente in stazione; il corteo con l'Arci, la Cgil, Prc, Verdi, Comunisti Italiani, i segretari Diliberto e Giordano, gli esponenti locali di Margherita e Ds più alcuni parlamentari dei due partiti, le associazioni cattoliche partirà invece da via Carlo Felice e confluirà nell'altro all'altezza della stazione. Il corteo seguirà un percorso ad anello attorno al centro cittadino e si concluderà a campo Marzo, dove è stato allestito il palco per gli interventi. Ci saranno anche l'ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone e i due leader dell'Autonomia romana Daniele Pifano e Vincenzo Miliucci. Loro erano alla testa del movimento che cacciò il segretario della Cgil Lama, esattamente 30 anni fa dall'università di Roma, in una giornata che segnò la rottura definitiva tra la sinistra e il movimento. |