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FRANCAVILLA. La polemica sull'approdo di Francavilla si fa dura. Offeso dall'accusa di aver voluto il Porticciolo per favorire gli «interessi speculativi di un gruppo di imprenditori», accusa avanzata nei giorni scorsi dal segretario regionale del PdCi, Angelo Di Rosa, il sindaco Roberto Angelucci passa al contrattacco e annuncia azioni giudiziarie contro l'esponente dei Comunisti Italiani. «Non è mia abitudine querelare quando sono attaccato», precisa il sindaco. «In questo caso, però, l'attacco non è rivolto alla mia persona ma mette in dubbio la serietà dell'amministrazione e di tutti i francavillesi, accusati di chissà quale operazione oscura. Non accetto lezioni da persone esterne che non sanno neanche dove si trova Francavilla. Il progetto dell'approdo non vede coinvolti imprenditori privati. L'opera è stata finanziata con fondi pubblici del ministero, mediante un accordo di programma quadro firmato a suo tempo dall'allora assessore regionale ai Trasporti, Mario Amicone, e riconfermato dall'attuale assessore Tommaso Ginoble. L'atteggiamento del segretario Di Rosa non è serio. Poiché il progetto di Francavilla si inserisce all'interno di quello più complessivo regionale per la tutela della costa, certe battaglie eventualmente, dovrebbe farle a livello regionale e non a Francavilla». Angelucci ricorda l'attenzione che la città, ormai da diversi anni, rivolge a tutela dell'ambiente, della costa e della sicurezza dei pescatori, attraverso la realizzazione del terzo depuratore, il miglioramento del servizio di raccolta dei rifiuti, l'attuazione di progetti per il potenziamento delle scogliere e per la valorizzazione della piccola pesca. «Il desiderio di ridare un porto a Francavilla, che tornerà così a comparire nelle carte nautiche come nel '500, è la cosa più legittima del mondo. Il progetto è sempre stato presente all'interno dei programmi elettorali delle amministrazioni che ho guidato. Ancora una volta», continua il sindaco «ribadisco che l'approdo che si andrà a realizzare è di dimensioni ridotte e potrà accogliere solo barchette. Il fondale all'imbocco è profondo appena 3 metri e non consentirebbe l'ingresso ad imbarcazioni più grandi. Il progetto è stato adeguato a tutte le prescrizioni richieste dalla Regione; i servizi sono stati ridimensionati e i parcheggi spostati in zone limitrofe, garantendo un sistema di mobilità che, ad esempio, il porto turistico di Pescara non ha», rileva Angelucci. «Pescara, infatti, non ha mai richiesto la Valutazione di impatto ambientale come abbiamo fatto noi, quando avremmo potuto accelerare i tempi chiedendo semplicemente la Valutazione di compatibilità ambientale. A Francavilla non ci sarà alcun impatto, né da terra né in mare, perché il progetto rientra in quello regionale per la protezione della costa. La verità è che questa battaglia contro l'approdo è stata un errore: fin dall'inizio si è basata su bugie. Ci rivedo un'altra battaglia sulla variante Anas, anche in quel caso diretta contro di me. Variante per la cui realizzazione mi sono battuto come un leone e che oggi sono tutti pronti a utilizzare. Per l'ennesima volta, invito tutti a prendere visione del progetto», conclude Angelucci. |