Data: 19/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Padoa-Schioppa: calo delle tasse tra due anni. Il ministro dell'Economia: i conti meglio del previsto, cambieremo le pensioni

ROMA. La riforma delle pensioni «è un problema di tutti», e per questo «sono convinto che c'è la possibilità di cambiamenti». A qualche giorno dal richiamo Ue in materia di previdenza («non compromettere le riforme fatte»), il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nel corso di una trasmissione su RaiTre, si mostra ottimista sulla prossima trattativa con le parti sociali. «C'è già un accordo, un memorandum, e da questo comincerà il lavoro con i sindacati», spiega, chiarendo peraltro che il tavolo «non è un negoziato tra padrone e lavoratori», ma una trattativa per un «problema di tutti». D'altro canto, ricorda, «c'è la convinzione che alcuni problemi vanno affrontati. In particolare quello dei giovani, e quello delle pensioni troppo basse».
«I giovani, oggi, sono infatti penalizzati due volte - spiega - pagano quote altissime del proprio stipendio per sostenere le pensioni attuali, e accumulano poco per la loro pensione». Inoltre, «la maggior durata della vita umana è una riserva di ricchezza di cui ci si può servire», sottolinea, anche se non entra nella diatriba scalone sì-scalone no, perché - spiega - «gli aspetti specifici vanno negoziati». Nessun dubbio, invece, sui tempi di un'eventuale riduzione delle tasse: non se ne parla fino al 2009, perché l'ipotesi di un taglio è legata alla lotta all'evasione. «Se la lotta all'evasione avrà veramente successo, e la pressione fiscale dovesse aumentare di quattro, cinque o sei punti, più di quanto ci serve per aggiustare i conti pubblici, ci sarà la possibilità di ridurre le tasse con la legge finanziaria del 2008, e quindi a valere sul 2009». «Ridurre le tasse con la prossima Finanziaria - spiega - sarebbe troppo presto e poco responsabile». Infatti, anche se l'economia è in ripresa, «il governo precedente ha lasciato i conti in gravissimo disordine». «Per quattro anni - aggiunge - ha varato finanziarie di ampie concessioni e solo l'ultima è stata di forte restrizione». «Esattamente il contrario di quanto accaduto nei cinque anni anteriori con quattro finanziarie serie e l'ultima non rigorosa». Ora che l'economia sta rivelando un tono più forte bisogna quindi utilizzare questa carta come trampolino per andare ancora meglio, e rimetterci in media con l'Europa. Positive, anche se non sorprendenti, sono infatti le stime sul Pil italiano 2006 e 2007 (+2% in entrambi i casi) formulate dalla Commissione europea. «Io stesso - afferma - mi aspetto un 2007 superiore alle previsioni di settembre», quando il governo ha indicato per l'anno in corso una crescita dell'1,3%. In proposito quindi «ci siamo sbagliati tutti», anche il governo precedente, le cui previsioni erano state «più pessimiste». «E' che - spiega - la solidità della ripresa si è rivelata man mano: non c'era alcun pregiudizio, né da parte nostra, né da parte del governo precedente, né da parte degli organismi internazionali». L'interesse nazionale nel trasporto aereo «c'è ed è fortissimo», ma ciò non vuol dire che è necessaria una compagnia di bandiera di proprietà dello Stato. Ha poi ribadito il ministro dell'Economia.
In proposito, ha spiegato Padoa-Schioppa, interesse nazionale significa assicurarsi che per «le persone e le merci che viaggiano da e verso l'Italia» ci sia un sistema «sicuro, efficiente e a prezzi contenuti». «Ecco - ha sottolineato il ministro - questo sistema è interesse nazionale». Dopo di che, ha aggiunto Padoa-Schioppa citando il caso Lufthansa, non è necessario che la compagnia di bandiera sia «proprietà dello Stato». «La proprietà - ha concluso - va vista in funzione dell'interesse nazionale».

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