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VASTO. Via libera al dragaggio dei fondali del porto di Punta Penna. Il ministero dell'ambiente ha comunicato ieri al Coasiv il parere favorevole allo smaltimento dei sedimenti sabbiosi recuperati dal fondo del bacino. Il materiale sarà "versato" al largo della costa. A fine maggio sarà bandita la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori. L'inizio del dragaggio è previsto per settembre. «Il dragaggio consentirà a Punta Penna di aumentare del 20% il volume del traffico mercantile», afferma il presidente del Coasiv, Fabio Giangiacomo, che ha seguito l'iter procedurale dell'intervento insieme ai consiglieri del Consorzio, Nicola Del Prete ed Emanuele Marcovecchio. Per il dragaggio il Coasiv ha a disposizione 670mila euro. «Circa 450mila euro erano stati assegnati al Consorzio dalla Regione già nel 2003 con la legge 7 del 17 aprile. L'inverno scorso, dopo la visita in porto dell'assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble, e del consigliere regionale Antonio Boschetti, la Regione ha assegnato all'ente altri 220mila euro», spiega Giangiacomo, «dalla prossima settimana saranno avviate le consultazioni con autorità marittima, esperti, componenti la marineria locale. Il porto di Punta Penna a differenza di molti altri bacini non corre rischi di interramento. La sabbia non intasa l'imbocco. Tuttavia il dragaggio dei fondali va fatto con costanza». L'ultimo dragaggio risale a dieci anni fa. I fondali di Punta Penna sono disseminati di "gibbosità sabbiose", insidiose per la navi che entrano ed escono dal porto. «Il dragaggio, oltre a riportare la profondità del bacino a 7,5 metri, che ora è profondo 5 metri, rimetterà in piano il fondo dello scalo», dice Nicola Del Prete. «La sabbia che sarà prelevata non è inquinata», tiene a specificare Emanuele Marcovecchio, «le analisi dell'Arta lo hanno escluso». Il Coasiv ha acquisito tutti i pareri necessari all'espletamento dello scavo, compresa la valutazione d'incidenza, parere acquisito per la vicinanza del porto ad una area Sic. Giangiacomo ha anche in mente di ottimizzare l'intervento togliendo i massi che attualmente formano il perimetro della banchina di riva, allargando in questo modo l'area di attracco. «I mercantili, dal prossimo autunno, potranno fare scalo direttamente a Vasto senza fermarsi a Ravenna o in uno scalo intermedio», dice Giangiacomo. L'escavo interesserà la zona d'ingresso del porto, la banchina di ponente e la banchina di riva, con una movimentazione complessiva di circa 50 mila metri cubi di sedimenti sabbiosi
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