Data: 30/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'Udeur è fuori dalla maggioranza di D'Alfonso, Il partito di Mastella chiede due assessori e la verifica del programma amministrativo

PESCARA. Da Palazzo Madama (il caso dei "Francesco" Marini), al consiglio comunale di Pescara. L'Udeur di Clemente Mastella punta i piedi, ruba il passo ad alleati e avversari, s'impone sulla scena politica locale e nazionale. In città lo fa con un documento "forte" a firma del gruppo consiliare comunale che annuncia al sindaco D'Alfonso e ai partiti dell'Unione che l'Udeur è «fuori dalla maggioranza». Garantirà solo l'appoggio esterno, orientandosi di volta in volta su come comportarsi in aula al momento del voto sulle delibere. Dove sta il problema? Questione di numeri e di «sostanza». Il primo dato: quattro consiglieri comunali e neanche un assessorato. L'Udeur chiede due posti in giunta e la verifica del programma di governo.
La seconda questione posta nel documento a firma del segretario provinciale del partito, Licio Di Biase e degli altri tre consiglieri comunali, Giuseppe Bruno, Ermanno Ricci e Bernardo Siega, è il frutto di un disagio avvertito da tempo: la difficile convivenza di condominio con Rifondazione. Ma quella dell'Udeur non è l'unica spina nella coalizione del centrosinistra. In casa dei Ds starebbe per scoppiare un'altra grana attorno alla discussione sul partito democratico di Prodi, che sa anche di resa dei conti all'interno della Federazione della Quercia. Tre consiglieri comunali: Gianni Melilla, Viola Arcuri e Davide Pace sarebbero in procinto di formare un gruppo proprio in consiglio comunale, nel segno della Sinistra europea. Melilla smentisce: «Per ora non c'è nulla, sono solo cose di cui si sta parlando in giro». Ma la tensione in casa Ds resta altissima dopo lo scontro sulle candidature alle politiche.
Tornando all'Udeur, la verifica del programma dell'amministrazione D'Alfonso dovrebbe soffermarsi, come è specificato nel documento del gruppo consiliare, «sulla politica edilizia e urbanistica, la localizzazione del teatro nell'area di risulta, la definizione di un piano parcheggi che sia calato su tutto il perimetro urbano per il miglioramento della viabilità (con conseguente abbattimento dello smog) e per il rilancio dell'attività economica cittadina».
In attesa di una risposta sulla richiesta di un rimpasto in giunta, che dovrebbe consentire al partito di Di Biase di piazzare due assessori nell'esecutivo e di un approfondimento sui temi più "caldi" del momento, l'Udeur comunica che «la posizione del gruppo consiliare non sarà di organica appartenenza alla maggioranza, ma di sostegno esterno e si manifesterà con le determinazioni che di volta in volta il gruppo assumerà sui singoli atti che saranno esaminati in consiglio comunale». Perché questo affondo così duro e perché adesso?
«Avevamo espresso la nostra posizione ai segretari degli altri partiti del centrosinistra già nel mese di febbraio», spiega Di Biase, «ma l'esigenza di non turbare il voto delle politiche ha indotto un po' tutti a rinviare la discussione». Tornando alle cifre, il segretario dell'Udeur ricorda che la provincia di Pescara è stata l'unica, in Italia, in cui il partito di Mastella ha aumentato i suoi consensi rispetto alle ultime regionali: dall'1,1 all'1,8 per cento (in termini di voti da 1.600 a 2.900 preferenze). Poi c'è il caso Pescara, con l'Udeur rappresentata da quattro consiglieri comunali nell'Assemblea civica ma da nessun assessore nell'esecutivo D'Alfonso. Diverso il caso di Rifondazione comunista, che pur contando un solo consigliere (il neo deputato Maurizio Acerbo) ha piazzato due assessori in giunta: Tommaso Di Biase e Edoardo De Blasio. Altro caso portato ad esempio dall'Udeur è quello dello Sdi: due assessori (Riccardo Padovano e Giorgio D'Amico) e nessun consigliere comunale. La somma la fa proprio il segretario Udeur: «Rifondazione e Sdi hanno insieme un solo consigliere e quattro assessori. Noi quattro consiglieri e nessun assessore. Ma il problema non è solo questo. Il disagio maggiore viene dall'eccessivo peso imposto da Rifondazione su questioni cruciali per lo sviluppo della città, come quelle inerenti la politica edilizia e urbanistica». E in vista del voto del 28 maggio nei comuni, Di Biase ha scritto anche ai segretari provinciali degli altri partiti della coalizione per aprire una riflessione più estesa sul territorio pescarese: «I casi di Bussi, di Penne, di Popoli», spiega il segretario dell'Udeur, ci dicono una cosa: che il centrosinistra domina in quasi tutti i comuni della provincia, dove il centrodestra non esiste praticamente più, ma con una evidente incapacità della sua classe dirigente di interloquire con il territorio, di coglierne per tempo le dinamiche, i bisogni reali, di valutare i personaggi. A Bussi sono riusciti persino a spingere un professionista valido, come il primario Osvaldo Ciccarelli, a ritirarsi dalla competizione».
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