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PESCARA. Lunedì il piano regionale della sanità torna al tavolo tecnico del ministero con le correzioni chieste. Martedì probabilmente ci sarà la firma. Ma la novità più importante è che a questo punto non sarà necessario il secondo ritocco di Irpef e Irap. Così sostiene l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico: «Con la variazione di bilancio che abbiamo approvato e depositato giovedì al ministero la situazione cambia e non richiede più l'ulteriore aumento di aliquota». La variazione di bilancio riversa infatti sulla voce sanità il gettito del primo aumento Irap e Irpef riportando i conti del 2006 in equilibrio e dunque impedisce l'applicazione automatica di quel codicillo della legge regionale 44 che avrebbe fatto scattare entro il 30 aprile l'aumento di un punto dell'Irap e di 0,50 dell'Irpef. «L'operazione è stata concordata col Governo», dice D'Amico, «al quale abbiamo chiesto un parere scritto. Quindi non navighiamo a vista, come qualcuno ha detto». Quanto ai soldi per gli investimenti ai quali dovevano andare i 138 milioni delle maggiori imposte, saranno recuperati attraverso la vendita delle proprietà immobiliari delle Asl, un'operazione di cartolarizzazione da 101 milioni. Il lavoro di ricognizione era già iniziato con la precedente giunta, che aveva individuato beni alienabili per 30 milioni, il lavoro verrà continuato per completare con ulteriori 70 milioni il valore della cartolarizzazione. Con questa operazione il bilancio, nonostante la variazione, resterà in equilibrio, tanto che Ottaviano Del Turco può affermare: «Non ci sono stati spostamenti di fondi all'interno del bilancio regionale, né dalle attività produttive, né da altri settori». L'operazione di vendita degli immobili sarà condotta sulla falsariga di quella avviata dalla regione Liguria, che lunedì prossimo sceglierà con la società creata appositamente, Filse spa, il soggetto finanziatore dell'operazione. L'obiettivo della regione Liguria è di incassare 120 milioni. Nelle operazioni di cartolarizzazione potranno essere inseriti i patrimoni immobiliari dei Comuni e delle Province e degli altri enti pubblici liguri che lo richiederanno. Per l'Abruzzo comunque i problemi non finiranno qui. Perché prima di arrivare al pareggio e all'equilibrio dei conti, almeno tra due anni, le Asl avranno bisogno di liquidità per pagare tempestivamente i fornitori, senza incorrere nella penale del 10%, e quindi in ulteriori spese, prevista dalla Finanziaria nazionale. Per questo la Regione sta studiando nuovi strumenti finanziari (se ne è discusso a Londra tra i tecnici della regione e i funzionari della Bnp Paribas-Bnl) per ottenere a costi ridotti anticipi sui crediti dei fornitori. |