Data: 03/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Treni fermi: galleria ancora allagata. Fanno cilecca anche le apparecchiature elettroniche appena installate

AVEZZANO - Sulla ferrovia Pescara-Roma, le sorprese non finiscono mai. Anche le apparecchiature elettroniche posizionate nella galleria di Monte Bove hanno fatto cilecca. E i ritardi dei treni, in particolare quelli degli studenti, sono sistematicamente all'ordine del giorno. L'impegno profuso dalle istituzioni della regione Abruzzo, ma anche dai politici del territorio e gli incontri che gli stessi hanno avuto con i responsabili di Rete ferroviaria italiana e di Trenitalia, non hanno prodotto alcun risultato, anzi la situazione peggiora perché si va verso una pericolosa assuefazione alle anormalità.
Ma veniamo ai fatti. A seguito dei continui smottamenti verificatisi nella galleria di Monte Bove negli ultimi tempi, con conseguente allagamento del binario, Rfi ha installato un'apparecchiatura elettronica tale che, in presenza di una minima quantità di acqua o fanghiglia, avrebbe dovuto segnalare l'emergenza ad un agente reperibile, pronto ad intervenire. Qualche sera fa, il treno che parte da Roma Termini alle 18,35 diretto a Pescara, con arrivo ad Avezzano alle 20,15, è riuscito a transitare sotto la galleria, ma il personale ha dato comunicazione della situazione al capostazione di Tagliacozzo che ha provveduto ad interrompere la circolazione dei treni, fino alle 4 della mattina successiva, per consentire al personale Fs di intervenire e sgombrare il binario ricoperto dal fango.
Una situazione che attesta la precarietà del servizio ferroviario su questa linea che, comunque, riveste un'importanza fondamentale per il collegamento dell'Abruzzo, e della Marsica in particolare, con Roma. I genitori degli studenti che si servono del treno per raggiungere il capoluogo marsicano e che risiedono in particolare ad Orticola, Carsoli, Sante Marie e Tagliacozzo sono sul piede di guerra. Minacciano clamorose manifestazioni per il mancato rispetto dell'orario dei treni, sia quello della mattina che dovrebbe arrivare ad Avezzano alle 8, sia quello di ritorno che sistematicamente, anziché alle 13,55, parte con trenta minuti di ritardo in quanto le carrozze che devono effettuare quel treno giungono in ritardo da Roma. Si tratta di una cattiva organizzazione del servizio, che genera ritardi.
Va precisato che gli studenti che abitano nei paesi del circondario di Tagliacozzo e Carsoli, quando il treno ha ritardo, non trovano più neanche l'autobus e, se non vi è qualcuno che li va a prendere, rimangono in giro fino a sera. Una cosa che dovrebbe far riflettere coloro che gestiscono il trasporto non solo in Abruzzo. Qui il disservizio gravissimo diventa interregionale. Lo sfascio su sanità e trasporti è palmare e le denunce che emergono quotidianamente sulla stampa non bastano e non servono. Come detto sopra: si va verso una pericolosa assuefazione alla anormalità e questa è una circostanza che nel dibattito aperto in una democrazia avanzata dovrebbe far riflettere.

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