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SULMONA. Carenza di personale, necessità di ridurre le spese e, da giugno, con l'entrata in vigore degli orari estivi, nuova diminuzione delle corse. Elementi che destano le preoccupazione dei sindacati che temono che la riduzione del servizio ferroviario regionale vada a discapito delle aree interne. Preoccupazioni emerse nell'incontro tra sindacati e staff del trasporto ferroviario regionale. Preoccupazioni emerse al termine dell'incontro dei giorni scorsi tra le organizzazioni sindacali e lo staff del trasporto ferroviario regionale. «L'Abruzzo», afferma il coordinatore nazionale di Orsa Macchine, Eustachio Gentile, «continua a recitare il ruolo di Cenerentola anche nel trasporto ferroviario. Così, mentre si parla di progetti di istituzione di una metropolitana di superficie, nella realtà si rischia di perdere anche quello che già c'è». Gentile spiega che durante l'incontro è stata ribadita da Trenitalia, «la volontà di provvedere all'integrazione di personale con l'apporto di 25 nuovi macchinisti, ma anche la necessità di contenere i costi. Cinque unità sono arrivate a febbraio, altre cinque dovrebbero arrivare a breve. Le altre sono attese per giugno, ma temiano che, con l'orario estivo e la riduzione delle corse, si possa anche decidere, per far fronte alla carenza di personale, di sopprimere i treni più "deboli", a discapito dei pendolari delle aree interne e di chi quanti lavorano alla sistemazione del materiale ferroviario, anche a Sulmona». Il sindacalista spiega inoltre che «a giugno partirà la sperimentazione del macchinista unico. In questo modo si conta di alleggerire la carenza di personale, ma il punto è che in Abruzzo l'età dei macchinisti è alta e nei prossimi anni molti andranno in pensione e il problema si riproporrà». Quindi ribadisce la necessità di pianificare in anticipo le cose, visto che «per formare un macchinista ci vogliono un paio d'anni». Situazione delicata anche per il personale di bordo. «Abbiamo chiesto all'azienda», conclude Gentile, «di conoscere, alla luce del piano nazionale, quale sarà la produzione in Abruzzo, anche perché queste condizioni non sono certo ottimali. E' difficile anche programmare le ferie». E il paradosso è che il diritto alle ferie potrebbe diventare la motivazione di ulteriori tagli al servizio di trasporto. |