Data: 05/03/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
«Liberalizzazioni senza incertezze» La chiarezza normative e indispensabile per aiutare i settori che stanno cambiando

«I dati mostrano che le nuove liberalizzazioni programmate dal Governo non intervengono all'anno zero, perchè in molti settori stiamo già assistendo a processi di aggregazione e di apertura che portano efficienza e performance migliori». Raffaele Morese, presidente di Confservizi, aspetta con favore la nuova "ondata" liberalizzatrice, ma ci tiene a sottolineare che quella degli operatori non è un'attesa passiva.
In alcuni settori, però, quest'apertura fatica a farsi strada, e i risultati ne risentono.
Questo accade in particolare nel trasporto pubblico, che è in affanno dal punto di vista della realizzazione delle gare. Ma va anche detto che dove il mercato non c'è non si può inventare per legge. Serve un processo più lungo per creare la cultura d'impresa e le condizioni per svilupparla.
Proprio in fatto di gare, il Ddl Lanzillotta ha tolto la previsione di consentire l'in house solo «eccezionalmente», ma ha sottoposto la scelta delle amministrazioni al via libera dell'Authority per la concorrenza. Come giudica questo passaggio?
Molto positivamente, perchè rappresenta un argine ancora più netto all'in house. Quell'«eccezionalmente», infatti, non aveva alcun significato giuridico, mentre il parere dell'Authority è una tagliola assai più precisa. Oltre alle gare, però, bisogna pensare anche a favorire i processi di aggregazione delle aziende. Le realtà di punta già si sono mosse in questo senso, e i risultati si vedono, ma rimangono sacche di arretratezza che vanno stimolate.
In qualche comparto, ad esempio nell'acqua, queste spinte verso il mercato incontrano però resistenze molto forti.
E' in atto un braccio di ferro politico che secondo me manca di buon senso. Un conto, infatti, è la proprietà dell'acqua, che anche secondo me deve ovviamente rimanere pubblica. Altra questione è però la sua distribuzione a imprese e cittadini, che può benissimo avvenire attraverso società in grado di arginare le inefficienze che ancora ci sono. E' vero che in qualche caso si sono verificate situazioni abnormi dal punto di vista delle tariffe, ma lì l'errore era nei capitolati d'appalto, non certo nel sistema.
Superata la crisi di Governo, qual è dunque il suo auspicio?
Che si vada avanti sulla strada delle liberalizzazioni, e che lo si faccia in fretta. Perchè l'incertezza normativa nuoce alle imprese e al loro bisogno di programmazione.

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