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MONTESILVANO. I candidati sono solo ipotesi, i programmi non esistono, ma la Cgil scende in campo ed entra nel dibattito pre-elettorale con una richiesta precisa. Per chiarire che la «vera e unica differenza tra ieri e oggi, tra il vecchio e il nuovo, a Montesilvano» sarà una politica attenta ai bisogni dei cittadini. E per chiedere alle due coalizioni un impegno esplicito: la destinazione del 5 per cento almeno del bilancio comunale alle politiche sociali. «Una cifra cospicua, finalizzata all'erogazione di servizi efficienti e di qualità per gli utenti e, al contempo, indispensabile per garantire e accrescere le retribuzioni delle operatrici sociali» afferma Massimo Di Giovanni, responsabile della Camera del lavoro di Montesilvano. Qualunque sarà la coalizione vincente, sottolinea Di Giovanni, dovrà assicurare l'assistenza domiciliare agli anziani invalidi e ai disabili psichici; l'assistenza scolastica ai minori diversamente abili; l'integrazione degli immigrati e delle persone disagiate. Ma l'elenco, dalle ludoteche al telesoccorso, è ancora lungo. «Queste pregnanti questioni forse non saranno di interesse primario per certa classe politica come lo sono magari le opere pubbliche e le speculazioni edilizie, ma lo sono, a nostro avviso, per la cittadinanza» sottolinea Di Giovanni. «Paradossalmente, con la gestione commissariale, quindi con una gestione non politica, ma tecnico-burocratica, le tematiche del sociale anche se dopo molti confronti, hanno trovato risposte positive, seppure temporanee e parziali». Servono, ribadisce la Cgil, soluzioni stabili e durature: «Non è più pensabile in futuro, che per mancanza di trasferimenti da parte dell'amministrazione Comunale, si rischi di paralizzare le attività del sociale a Montesilvano» Il sindacato chiede quindi che «la classe politica montesilvanese prenda impegni precisi e seri in campagna elettorale su questi temi ma, soprattutto, che li mantenga successivamente». Il sindacato chiede che una quota «superiore al 5 per cento del bilancio» sia destinata al sociale «evitando il ricorso a delibere di variazioni di bilancio per garantire il servizio e corrispondere le retribuzioni delle operatrici del sociale». |