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Roma. Si mette in moto la sessione delle liberalizzazioni in Parlamento: faticosamente, visto che la ripresa dei lavori è avvenuta nel segno degli slittamenti. Il voto sul decreto legge Bersani in Aula alla Camera e sul Ddl Lanzillotta in commissione Affari costituzionali al Senato comincerà solo la prossima settimana, e non questa settimana, come si pensava. Per il disegno di legge sull'energia, all'esame della commissione Industria del Senato, è stato riaperto il termine per la presentazione degli emendamenti, scaduto il 22 febbraio e fissato ora a lunedì prossimo. Unica accelerazione, per altro. non ancora formalizzata ufficialmente, è la decisione del Governo di presentare il disegno di legge di riordino delle Authority al Senato, dove sarà pure assegnato alla commissione Affari costituzionali, con pareri "rinforzati" della commissione Finanze e della commissione Lavori pubblici-Trasporti. Un'assegnazione che fa temere un ingorgo di lavori alla prima commissione del Senato, impegnata anche nella legge elettorale e nel disegno di legge Lanzillotta sui servizi pubblici locali. Dalla prossima settimana, però, si comincerà a fare sul serio. E per i due provvedimenti-chiave delle liberalizzazioni, il decreto Bersani e il Ddl Lanzillotta, ci saranno i primi banchi di prova. Sul decreto legge la maggioranza ha ribadito ieri la compattezza sulla norma che cancella gli appalti ai general contractor della Tav. Su questo punto, gli assalti dell'opposizione sembrano destinati al fallimento, nonostante l'Udeur si fosse detta favorevole all'abolizione. A ribadirlo sono stati ieri il relatore del provvedimento Andrea Lulli (Ulivo) e il rappresentante del Governo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Filippo Bubbico. «Non mi pare-ha detto Bubbico con riferimento alla Tav - che vi potranno essere modifiche di rilievo: la commissione Attività produttive e la commissione Bilancio hanno fatto un lavoro approfondito proprio per misurare l'impatto dal punto di vista finanziario del decreto». Un segnale interessante arriva, semmai, dall'opposizione. Stefano Saglia, An e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, è andato infatti all'attacco del Governo rilanciando la sfida a Bersani e raccomandando emendamenti destinati ad allargare la difesa del consumatore. «Se Bersani vuole che la palla di neve diventi una valanga - ha detto Saglia riprendendo un'intervista al Mattino in cui il Ministro usava questa immagine - dovrebbe preoccuparsi di accettare il suggerimento di Forza Italia e An sulle carte di credito prepagate. Il meccanismo di balzelli ingiustificati non riguarda solo le ricariche dei telefonini, ma anche ben determinati servizi bancari». Sulla Tav, Saglia accusa il Governo di utilizzare strumentalmente la questione degli extracosti per bloccare i cantieri. Qualche passo avanti nella sostanza potrebbe farlo oggi o domani il Ddl Lanzillotta. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade formalmente solo domani, ma già oggi il ministro degli Affari regionali farà una prima ricognizione degli emendamenti presentati per verificare la possibilità di sostenerli. In particolare, Lanzillotta verificherà se ci sono le condizioni per appoggiare emendamenti dell'opposizione, in modo da favorire un dialogo costruttivo. Passi avanti potrebbe fare anche la "questione acqua" che finora ha sbarrato il cammino al Ddl Lanzillotta: per la cosiddetta «moratoria» delle gare, la maggioranza avrebbe individuato la soluzione nell'inserimento della norma nel Ddl Bersani, la seconda parte della «lenzuolata» delle nuove liberalizzazioni dopo il decreto legge. |