Data: 08/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Boom del gettito, Visco: ora meno tasse. Il Fisco ha incassato 8,6 miliardi in più. La Cdl: merito dei condoni

ROMA. Le entrate tributarie vanno bene, così bene che il governo «resta sorpreso» di aver incassato 8,6 miliardi di euro più del previsto. E Vincenzo Visco assicura che ora il taglio delle tasse potrebbe essere «prioritario in tempi brevi». Tanto più che il viceministro dell'economia, rispondendo alla commissione bilancio della Camera, dice di ritenere che si tratti di entrate strutturali, destinate a riprodursi anche nel 2007. Il governo aveva previsto di incassare 29 miliardi e invece si è ritrovato in cassa, a fine 2006, 37,7 miliardi.
Tutto a gonfie vele, sembra, tanto che persino Visco, in genere brusco e di poche parole, si permette di fare lo spiritoso: le maggiori entrate? «Sarà stato casuale - ha commentato - si dice anzi che Prodi è fortunato, e sarà stato quello. Ma penso che ci siano altri fattori». Comunque, anticipa, potrebbe essere arrivato il momento «di ridurre le tasse a chi ne paga troppe». Secondo l'opinione di questo governo, le maggiori entrate sono dovute in parte alle misure adottate con la manovra correttiva, in parte all'«adeguamento spontaneo» dei contribuenti, i quali vedendo che non ci sono condoni all'orizzonte si sarebbero rassegnati a pagare le tasse. I deputati del centro-destra naturalmente dicono il contrario, sostenendo che le maggiori entrate sono dovute alla politica dei condoni («una teoria che non sta né in cielo né in terra», ha polemizzato Visco) e che se il governo aveva previsto, come ha sostenuto, di avere entrate per 29 miliardi, allora la manovra nella Finanziaria doveva essere di soli 5 miliardi e non di 34 miliardi come invece è stata. Comunque Visco ha confermato la cifra di 12 miliardi di euro in più che il premier Prodi aveva indicato nella sua replica prima del voto di fiducia alla Camera, anche se ha ammesso che si tratta di 12 miliardi che tengono conto di tutto, dalla lotta all'evasione alla manovra di rientro. E probabilmente si tratta di una previsione che tiene conto anche di quei 4 miliardi in più incassati nei primi due mesi di quest'anno. A fine 2006, la composizione degli 8,6 miliardi extra si poteva mettere in questi capitoli di bilancio: 3,5 miliardi dovuti ad un aumento delle entrate lorde dello stato, 2,5 miliardi dovuti a minori rimborsi, compensazioni e ad altre imposte correttive e circa 2,6 miliardi di maggiori entrate degli enti locali. Nel 2006 il Pil è cresciuto dell'1,9% in termini reali, lo 0,3 in più rispetto all'ultima previsione del governo. Non può essere, però, ha contestato Visco che le maggiori entrate possano solo essere dovute ad un'economia in crescita. Esse sono dovute al rigore del governo che avrebbe indotto un atteggiamento simile in buona parte dei contribuenti. Buona parte, non tutti, visto che, lo stesso ministro ha ammesso, le tasse per quello che riguarda case e mattoni sono evase al 50%. Meno imposte, ha insistito Visco, a patto però che si rispettino i vincoli posti dalla Ue e si tagli ulteriormente la spesa. L'annuncio ufficiale del surplus ha subito spinto al pressing sulla destinazione del denaro in più. «La prima cosa da fare - ha rilevato l'economista Paolo Leon - è andare a Bruxelles a rinegoziare le misure per quest'anno e il prossimo». I sindacati hanno chiesto che il surplus venga portato al tavolo dei negoziati.

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