|
CAPISTRELLO. Si è concluso con sette condanne e un'assoluzione il processo per la morte dell'anziana coppia di coniugi, Cesidio Lusi e Maria Bianchi, di Capistrello, travolta dal treno il 14 aprile 2001. La coppia, a bordo della propria auto, stava attraversando un passaggio a livello incustodito. L'accusa per gli imputati era omicidio colposo. Assolto «per non aver commesso il fatto» è stato il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Capistrello, Edoardo Compagnone. Il professionista era assistito dall'avvocato Franco Colucci. Sono stati invece condannati a 4 mesi di reclusione sette ferrovieri: Francesco Calderoni, di Sora (Frosinone); Nello Lusi, di Capistrello; Mario Fraioli, di Roccasecca; Marco Materiale, di Frosinone; Leopoldo Mastropietro, di Isola Liri; Vincenzo Cerro, di Roccasecca; Nicolino Del Gizi, di Avezzano. Hanno beneficiato però della sospensione della pena. I ferrovieri erano assistiti dall'avvocato Sandro Salera, di Cassino, che ha preannunciato appello. La sentenza è arrivata dopo varie udienze. Inizialmente sotto accusa erano finiti i due macchinisti. Ma la loro posizione è stata archiviata. I sette ferrovieri finiti sotto processo erano accusati di non avere tagliato gli arbusti vicino al passaggio a livello incustodito, impedendo così alla coppia di accorgersi del sopraggiungere del treno Roccasecca-Sora-Avezzano. Il capo dell'Ufficio tecnico del Comune di Capistrello a sua volta era accusato di non avere provveduto alla manutenzione della rampa di accesso al passaggio a livello. Riguardo al tecnico però il giudice Claudio Politi ha accolto la tesi della difesa e lo ha assolto. Gli eredi della coppia uccisa dal treno si sono costituiti parte civile, rappresentati dall'avvocato Moreno Di Cintio. Il giorno della tragedia nella Marsica, sebbene fosse aprile inoltrato, era nevicato abbondantemente e a Capistrello imperversava una bufera, che avrebbe contribuito a non fare accorgere la coppia dell'arrivo del treno. |