Data: 08/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Un altro lupo è stato investito e ucciso dal treno. Un macchinista: il fischio non basta a salvarli

È il nono esemplare trovato morto negli ultimi 50 giorni nell'area del Parco. Allarme del Wwf: strana coincidenza in concomitanza con l'inasprimento della normativa relativa alla caccia

AVEZZANO. Ancora un lupo trovato morto nella Marsica nel giro di 50 giorni. E ora sono nove. La carcassa del bellissimo esemplare è stata rinvenuta dal comando stazione di Tagliacozzo del Corpo forestale dello Stato, coordinato dal vicequestore aggiunto Luigi De Propris, nella frazione di Villa San Sebastiano.
Anche questa volta la natura dell'evento sembra essere del tutto accidentale perché la lupa di due anni e mezzo è stata trovata sul tracciato ferroviario Roma-Sulmona, con le gambe spezzate e contusioni varie.
Potrebbe essere stata quindi travolta dal treno. Un allarme è stato lanciato dal Wwf che parla di «una strana concomitanza proprio in coincidenza con l'inasprimento delle norme sulla caccia».
In riferimento alla morìa di una trentina di esemplari tra lupi e grifoni, la prima associazione italiana per la difesa della fauna è convinta che il singolare fenomeno che ha portato alla morte di un gran numero di esemplari di specie protette sia «un chiaro messaggio contro la politica della protezione».
Ci sarebbe, insomma, la mano dell'uomo non solo nei casi di avvelenamento dei grifoni, ma anche per quanto riguarda i lupi.
Ma una frequenza così alta di fenomeni del genere, aggiunta ai fatti riguardanti i grifoni, non convincono il Wwf.
«Come mai», si domanda Fabrizio Pietrosanti, responsabile territoriale del Wwf, «questi inspiegabili fenomeni si stanno verificando proprio quest'anno in concomitanza con il lieve inasprimento delle norme sulla caccia che hanno ristabilito un po' di paletti? Nella maggior parte dei casi sono state trovate ecchimosi, fratture e ferite di vario tipo sui lupi. Non è certo, quindi, che siano stati investiti, ma potrebbero anche essere stati braccati. È uno strano fenomeno quello che sta interessando le specie protette nella Marsica».
Dall'Istituto zooprofilattico ipotizzano anche una eccessiva mobilità delle femmine di lupo che potrebbe essere stata influenzata dai fattori climatici.
Ma i dubbi restano perché, per ora, almeno secondo gli esperti, una spiegazione razionale ancora non c'è.
A questo punto il problema riguarda il rischio estinzione. Da un censimento del 2006 è emerso che i lupi nel parco Sirente-Velino erano 40-45, divisi in 6-7 branchi.

Un macchinista: il fischio non basta a salvarli

AVEZZANO. Sulle strade di montagna si incontrano spesso segnali che invitano a fare attenzione per la presenza di animali vaganti, lungo le linee ferroviarie il discorso è diverso.
Qui i segnali che regolano la marcia dei convogli non prevedono rallentamenti o misure particolari per gli animali.
«Sulle ferrovie non esistono segnali di questo genere», spiega un macchinista, «poiché il tracciato ferroviario è protetto da recinzioni che dovrebbero tenere lontani dai binari sia gli animali che le persone».
«In caso di presenza di animali all'interno delle ferrovie, dai passaggi a livello o da altre zone di transito», aggiunge, «se avvistati in tempo, il personale adopera il fischio del locomotore per farli scappare. Questo però è possibile quando il tracciato è rettilineo o si fa in tempo a individuare l'ostacolo; diverso è se accade all'uscita di una curva o delle gallerie. In questo caso è difficile riuscire a evitarli».
Il treno poi ha una tabella di marcia da rispettare per arrivare a destinazione in orario.
Un possibile rimedio, quindi, potrebbe essere quello suggerito dai Verdi e da Guardia Civica che puntano a realizzare sottopassi e ponti ecologici oltre a strumenti che tengano lontani gli animali dalle zone più ad alto rischio di investimento.
«Purtroppo», conclude un macchinista, «quando i lupi o i cani si trovano in mezzo ai binari le vibrazioni delle rotaie li disorientano spingendoli a correre stando al centro della strada ferrata e quindi non si riesce a fermare il treno. Spesso la loro sorte è segnata».


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