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Adeguamenti inferiori alle richieste delle società. In vista una "guerra" legale
Roma.- Il dossier è partito dall'Anas. Destinazione: ministero delle Infrastrutture. Nel documento le "pagelle" non buone delle concessionarie autostradali. Dai "voti", assegnati secondo le nuove regole volute dal ministro Di Pietro, scaturirà la possibilità per le aziende di aumentare o meno i pedaggi. Numeri e motivazioni sono top secret, ma appare scontato che le decurtazioni saranno considerevoli rispetto alle richieste. Un vantaggio, ovviamente, per gli utenti;una "mazzata" per le società. Del resto si tratterebbe di una sforbiciata retroattiva perchè applicata alla situazione 2006. Prima cioè che entrasse in vigore il nuovo meccanismo approvato recentemente dal Cipe. Che lega gli aumenti tariffari agli investimenti fatti ogni anno e che Di Pietro considera insufficienti. Un meccanismo duramente contestato dall'Aiscat e al centro dell'attenzione della commissione europea. Nessun commento, per ora, da Autostrade (ritocco all'insù inferiore al 2,93% richiesto). Di certo la decisione arriverà entro domani perchè Di Pietro ha firmato ieri le carte e le ha passate a Padoa-Schioppa per il timbro finale. Una scelta che per le concessionarie appare dirigista, basata su norme non condivise, confuse e, secondo i legali, suscettibili di essere impugnate in tribunale. Una scelta, è la linea dell'ex Pm, che mette fine agli extra-profitti e che tutela i cittadini-utenti. Verdetto finale in arrivo. Con amare sorprese per tutte le concessionarie. |