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PESCARA. «L'accordo sul piano di rientro economico del deficit della sanità firmato con il Governo non prevede alcuna tassazione aggiuntiva. Si tratta di un passaggio importante perchè l'intesa riesce a mettere insieme il bilancio e la sanità in un percorso comune». Giovanni D'Amico, assessore regionale al bilancio, conferma che non ci sarà un ulteriore aggravio delle aliquote Irap e Irpef per le tasche dei cittadini. «L'accordo esclude la possibilità di ulteriori aumenti delle tasse», ribadisce l'esponente regionale. D'Amico, inoltre, sottolinea che «il disegno di legge approvato dalla giunta regionale prevede di dare copertura in bilancio alle risorse mancanti per il ripiano di 136 milioni di euro del disavanzo del Servizio sanitario regionale per il 2006 con 35 milioni di euro già iscritti in bilancio di previsione 2007 e per 101 milioni non più con l'ulteriore aumento a pareggio delle aliquote fiscali, bensì con dismissioni del patrimonio immobiliare della Regione e delle Asl». L'impostazione così come prevista dalla giunta regionale per l'assessore al bilancio, dunque, il ricorso alla leva fiscale. «Lo strumento della dismissione immobiliare», ricorda, «ci permetterà di colmare il buco di bilancio senza dover ricorrere ad un ulteriore aumento delle aliquote fiscali. Siamo in grado di garantire il ripiano evitando l'uso della leva fiscale in modo da evitare un ulteriore aggravio per il sistema delle imprese, per le famiglie ed il sistema economico regionale, permettendo una ripresa della quale già scorgiamo i primi segnali». La puntualizzazione fatta da D'Amico però non convince il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, che sottolinea come il periolo di nuove tasse non sia stato affatto scongiurato. «Il piano di rientro dei debiti del sistema sanitario regionale», osserva Alfonso Mascitelli, «così come è strutturato in termini di sottovalutazione dei disavanzi e di sovrastima dei benefici economici che si dovrebbero ottenere con le misure concordate, esporrà in futuro la comunità abruzzese ad un ulteriore aggravio della pressione fiscale a carico di famiglie e imprese». «L'Italia dei Valori», prosegue Mascitelli, «ha espresso voto favorevole al primo adempimento di copertura del deficit sanitario richiestoci dal Governo per un atto di responsabilità, ma non condivido affatto le previsioni di facciata di chi pensa ad una sorta di automaticismo tra quanto scritto e quanto poi potrà essere realisticamente realizzato». «E poichè le risorse che dovranno essere impegnate riguardano anche gli altri settori del bilancio», ricorda Mascitelli, «appare chiaro che quanto detto da tempo dall'IdV di un maggiore rigore nei conti pubblici con i tagli alle spese e di una riforma urgente e radicale degli enti strumentali». |