Data: 09/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Aumenta il costo del denaro, stangata sui mutui. L'Adusbef contro la Banca europea: a rischio insolvenza le famiglie indebitate a interessi variabili. Benefici per chi possiede titoli di Stato

La Bce alza i tassi al 3,75% (+0,25) che tornano così ai livelli del dopo 11 Settembre

MILANO. La Bce alza di un quarto di punto il tasso di interesse, portandolo al 3,75%. E' la prima stretta varata nel 2007 dalla Banca centrale europea che, in questo modo, allinea i tassi a cinque anni fa, esattamente al 18 settembre 2001 quando, a una settimana dall'attacco terroristico di New York, i tassi erano stati tagliati dal 4,25% al 3,75%. Allora c'erano i mercati finanziari in piena crisi, con molte incognite sul futuro. Per questo non solo la Bce ma tutte le banche centrali avevano abbassato il tasso di sconto, in modo da rendere meno difficile l'accesso al credito e cercare di rilanciare l'economia.
Adesso succede il contrario: l'economia va bene e, anche per contenere l'inflazione, la Bce alza i tassi dello 0,25%. Si tratta del settimo rialzo dei tassi che la Bce ha operato dal dicembre 2005 (tutti di 0,25 punti). In questo modo si riduce a 1,50 il divario fra i tassi europei e quelli americani, che sono al 5,25%.
Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha voluto motivare la decisione dell'istituto di Francoforte con il rischio di un rialzo dell'inflazione. «I rischi restano - ha spiegato - perché le prospettive di crescita economica sono favorevoli». Inoltre non si è voluto impegnare nel disegnare scenari futuri. «Non siamo impegnati in una serie di rialzi - ha detto - e non diciamo che i tassi sono a un picco. Noi li definiamo moderati, ma questo non significa che siano appropriati». Le parole di Trichet fanno capire che, per un po', i tassi non verranno ritoccati. Insomma, non sono previsti ritocchi per la prossima riunione di giugno. La Bce, inoltre, ha rivisto al ribasso le stime per l'inflazione nel 2007. Dovrebbe attestarsi all'1,8% contro il 2% stimato nello scorso dicembre. I banchieri di Francoforte dicono che "rimangono" i rischi di un rialzo dell'inflazione e che «la stabilità dei prezzi potrebbe essere messa in discussione da uno sviluppo più forte delle dinamiche salariali». Dai prezzi al Pil, il prodotto interno lordo. La Bce rivede al rialzo le stime per il 2007 e il 2008. Quest'anno l'economia dovrebbe crescere del 2,5% mentre per l'anno prossimo la crescita sarà del 2,4%. La decisione sui tassi non ha creato scompigli sui mercati azionari, cresciuti di oltre un punto percentuale, ma ha creato allarme nelle varie associazioni di consumatori. Infatti fin da oggi le banche adegueranno i tassi e chi ha contratto un mutuo dovrà pagare una rata più alta. Per esempio, un tasso variabile per un finanziamento di 200mila euro a 20 anni dovrebbe passare dal 5,36% al 5,61% con un aggravio, per le famiglie, di 340 euro l'anno. «Questo - dice l'Abusbef - mette a rischio insolvenza milioni di famiglie con redditi fissi, ma indebitate a tasso variabile». L'associazione punta il dito contro le banche: «Hanno indotto gli italiani a stipulare mutui a tasso variabile perché il tasso indicizzato addossa ai mutuatari qualsiasi onere di rischio». C'è tuttavia una buona notizie per le famiglie: in base alla nuova legge, le banche dovranno anche ritoccare i tassi attivi, cioè gli interessi pagati sui depositi, sui conti correnti e sui libretti al portatore. L'Adusbef calcola che nelle tasche degli italiani (soprattutto i possessori di Bot e titoli di Stato) finiranno 1,77 miliardi di euro in più.

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