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ROMA. Il nuovo cda di Alitalia lancia primi segnali di ottimismo sul futuro, esaminando il budget per il 2007 e le previsioni per i primi 4 mesi dell'anno, ma non risponde ancora sulle forte preoccupazioni legate alla chiusura del bilancio 2006. Dopo una prima stima della compagnia che indicava le possibili perdite in circa 380 milioni, e l'indebitamento che al 31 gennaio è salito a 1,1 miliardi, si rincorrono da giorni le indiscrezioni sul rischio che le perdite possano essere anche più pesanti, e sulla possibilità che non si possa evitare una forte svalutazione del valore della flotta in bilancio. Circostanze che porterebbero le perdite oltre un terzo del capitale, costringendo la compagnia sulla strada di una nuova ricapitalizzazione dopo quella per un miliardo a fine 2005. Dal cda non è arrivata alcuna indicazione sulla chiusura dei conti 2006, un nodo su cui resta l'attesa, ed c'è forte attenzione anche della Consob. Il rischio di pesanti perdite e svalutazioni è un tema delicato, difficile da affrontare in una fase in cui è aperta la procedura del Tesoro per cedere ai privati una quota di controllo, almeno il 39,9% (il Tesoro ha il 49%) e il nuovo presidente Berardino Libonati ha le mani legati per l'amministrazione straordinaria. Guardando al 2007, il cda ha «preso atto della previsione in miglioramento dell'attività industriale» rispetto al 2006. Stima ricavi da traffico per 4,7 miliardi. In linea con i 4,797 miliardi del bilancio 2005 (ultimo dato disponibile). |