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PESCARA - Mica vorranno fare come lo scorpione, quello che punge la rana e addio, tutti e due a picco. Dice così Bernardo Mazzocca agli impallinatori che si preparano a sparare sul piano della sanità già martedì prossimo in consiglio regionale: è reduce dall'incontro coi sindacati sui ticket, si è impegnato ad abolire la tassa di 50 centesimi sui farmaci e presenterà un progetto entro il 23 marzo, prima al tavolo di monitoraggio del ministero che pretende di controllare preventivamente qualsiasi atto in materia di sanità e poi agli stessi sindacati. E' fatta, anche se i pensionati continuano a storcere il muso. Di scorpioni in giro ce ne sono riflette Mazzocca, di quelli che insomma pungono perchè è nella loro natura e mica ci pensano che poi muoiono pure loro, «non possono farci niente». Insomma si sente un po' rana l'assessore davanti al fiume che dovrà attraversare martedì prossimo per l'approvazione alla variazione di bilancio e poi il 31 marzo per l'approvazione del piano di rientro della sanità. Meno male che per i ticket è quasi fatta. Non solo per i farmaci, ma anche per la diagnostica e specialistica. Ai rappresentanti di Anaao, sindacati confederali, medici di famiglia e pediatri, l'assessore alla Sanità ha prospettato tre strade alternative al ticket per recuperare i cinque milioni di euro di buco del 2005: una di queste è ancora molto virtuale perchè è appesa all'accordo con Federfarma, un'altra invece è quella indicata dalla Regione Lazio per non fare ricorso ai ticket e ha quindi già ottenuto il lasciapassare del ministero. In pratica il risparmio potrebbe arrivare attraverso l'allargamento dell'elenco dei farmaci a distribuzione diretta, quelli ciè che potranno essere ritirati soltanto in ospedale: una strada impopolare che quando fu introdotta scatenò polemiche e proteste soprattutto dagli anziani e dagli abitanti dei piccoli centri. Le statine, cioè i farmaci per combattere il colesterolo, potrebbero adesso aggiungersi al vecchio elenco. La seconda strada, molto virtuale perchè condizionata all'accordo con Federfarma, prevede l'allargamento dei farmaci distribuiti dalle farmacie in nome e per conto della Asl, e quindi acquistati con sconti molto forti dall'ente pubblico direttamente dalle case farmaceutice e distribuite dalle farmacie: questo tipo di servizio, utilissimo per gli utenti che potrebbero così evitare di andare in ospedale, per le stesse farmacie che manterrebbero il rapporto col paziente, consentirebbe un consistente risparmio alla Regione. Ma l'accordo ancora non c'è perchè la Regione vorrebbe dare ai farmacisti un compenso fisso per la distribuzione, mentre Federfarma esige una percentuale proporzionale al costo del farmaco. La terza strada, seguita anche dal Lazio, prevede misure per la razionalizzazione dell'uso dei farmaci e fa riferimento alla delibera dell'ottobre scorso che obbligava i medici a prescrivere la medicina più economica: la Regione ora pensa di allargare l'elenco. «Dopo l'incontro odierno con l'assessore si attende solo l'ultimo atto, una proposta formale della giunta per la definitiva cancellazione dei ticket sui farmaci - dice Roberto Campo per la Uil - In merito ai ticket su diagnostica, specialistica e pronto soccorso la Uil Abruzzo ricorda la scadenza del 31 marzo che ha stabilito che fino a quella data si debba continuare a pagare gli assurdi dieci euro ad analisi (anche quando il costo della prestazione è inferiore: si paga più di ticket che per l'esame), mentre successivamente le Regioni potranno trovare modalità alternative». I pensionati della Cgil ritengono invece che la positiva decisione di eliminare i ticket sia arrivata tardi, rendendo complicata l'eliminazione dei tributi sanitari. «È senz'altro positivo - secondo il segretario regionale dello Spi-Cgil, Domenico D'Aurora - avere finalmente indotto la Regione Abruzzo ad assumere la decisione di eliminare i ticket e proporre misure alternative». La strada però, ha aggiunto, adesso è più «complicata». «Intervenire ora - secondo il rappresentante del sindacato dei pensionati della Cgil -, dopo la firma del piano di rientro con il Governo, significa purtroppo percorrere una strada molto più complicata per modificare quanto sottoscritto. L'effettiva abolizione del balzello sui farmaci richiederà, quindi, tempi non brevissimi, mentre i cittadini continueranno a pagare». |