Data: 11/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Promesso: azzero l'Ici sulla prima casa». D'Alfonso annuncia un ultimo anno formidabile ma non scioglie il nodo sulla ricandidatura

Alla scadenza del suo mandato da sindaco manca circa un anno. Un conto alla rovescia che assomiglia un po' ai cento giorni alla maturità per gli studenti: ma all'eremo di San Gabriele Luciano D'Alfonso preferisce il pellegrinaggio al Cristo Re di via del Santuario. Qui oggi alle 11,30, nella sala teatro della parrocchia, D'Alfonso "affronterà" i pescaresi alle prese con problemi quotidiani in un incontro pubblico che ha un titolo che già dice tutto "Domande in libertà".
Sindaco, è in astinenza da comizio?
«Confrontarsi con la gente è un obbligo per chi ha chiesto la fiducia dei cittadini. Non saprei vivere senza gli stimoli e le idee che traggo da questi confronti».
Che cosa mette al primo posto della classifica del già fatto?
«Sono orgoglioso dei parchi, abbiamo decuplicato gli spazi diventati oggetto di appropriazione della collettività».
Il resto della classifica è sterminato e finirà sul libro intitolato "60 risposte a 60 domande in 60 mesi" che D'Alfonso sta scrivendo.
«A braccio sottolinerei il ritorno della Tiziano, il Prg portuale, regole per lo sviluppo infrastrutturale, mobilità su vasta area, variante al Prg, Piano demaniale marittimo: ci siamo occupati delle regole di questa città - spiega -. Ci sono i 50 chilometri di fogne, gli spazi culturali quintuplicati grazie a Mattoscio e alla Fondazione PescarAbruzzo che hanno recuperato il teatro Michetti, salvato il Massimo dal Bingo trasformandolo in cityplex, il Circus, il Circolo Aternino. Prossimo obiettivo è il teatro».
L'ex Aurum tornerà un gioiello grazie ai privati e sempre grazie a cinque sponsor nascerà il Ponte del mare.
«Il coinvolgimento dell'imprenditoria e di sponsor nei progetti per la città è stata una mossa vincente. Non solo Aurum e Ponte del mare, penso ad esempio ai 500mila euro donati dalla Fater per la pineta dannunziana, alle aiuole affidate alle banche. Cosa ci guadagnano? Il ritorno d'immagine è notevole».
Ma c'è molto ancora da fare, non è così?
«L'appalto per l'area di risulta è partito, la caserma della Finanza si farà e daremo anche risposta alla richiesta di spazi per il campus musicale. Quanto alla caserma dei carabinieri, il sito c'è, tutti sono d'accordo, sta ora al governo fare la sua parte».
Tra tasse e servizi il suo è un bilancio solidale?
«La liberalizzazione dei cimiteri e il contratto per la rete del gas, senza la paura di sfidare colossi in tribunale, sono vere conquiste. Quanto alle tasse, l'imposizione fiscale è bassa e lo sarà di più: annuncio che l'anno prossimo azzeriamo l'Ici sulla prima casa».
Ha notizie di Toyo Ito?
«Sì, il suo "wineglass" a Piazza Salotto, finanziato da Caripe-Bpi e cementificio Lafarge, sarà realizzato dalla Clax di Pomezia».
Viabilità e carenza di parcheggi restano note dolenti. «Ho un grande progetto in mente per snellire la mobilità: un'ampia rete ciclabile dov'è possibile noleggiare biciclette, sul modello attuato a Lione. Con due parcheggi strategici: uno a nord nell'area Caldora e uno a sud, all'antistadio, con un valido servizio di bus».
L'ultima è d'obbligo: davvero non si ricandida? Un successore non si vede, la pregheranno in ginocchio...
«La leadership in politica l'assegnano i partiti e l'elettorato, il centrosinistra oggi ha riconquistato un bel rapporto con la città. Io sento il bisogno di studiare, di aggiornare le conoscenze. Sto coltivando una bella esperienza di docente all'Università, mi sto appassionando alla figura dell'aquilano Panfilo Gentile, uno che ha capito con 30 anni d'anticipo i mali del sistema politico quando non si sottopone a riforme. E ho bambini formidabili - conclude il sindaco D'Alfonso - che svelano i limiti di un papà che non è d'aiuto nei compiti di matematica».

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