Data: 11/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco: «Il Governo è con noi. Niente scherzi in Consiglio»

PESCARA - Decisioni unitarie in Giunta, nessuna chiusura di ospedali e rinegoziazione con i privati. Sono i punti cardine del piano di risanamento sanitario della Regione, sottoscritto a Roma con il ministro Livia Turco e poi salutato con favore dall'altro ministro, Tommaso Padoa-Schioppa. In quattrini si tratta di 843 milioni di euro con fondi aggiuntivi, nel triennio 2006/9, di 152 milioni di euro. Nel 2009 si dovrebbe giungere al pareggio di bilancio con le manovre che sono il cuore dell'accordo e senza le quali il deficit sarebbe schizzato di altri 153 milioni.
«L'accordo con il Governo -dice il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco spiegando con l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca il piano approvato a Roma- chiude una storia incredibile. Il centrodestra ha fatto perdere all'Abruzzo 843 milioni di euro perchè nel 2001 ha scelto di continuare a fare debiti invece di risanare scegliendo le regole di Cirino Pomicino "tanto qualcuno pagherà" e l'altra di Totò "e io pago"». La musica è cambiata, aggiunge il governatore, visto che oggi «chi sfora paga e i contribuenti sono i suoi». Del Turco ribadisce che le decisioni sul risanamento sono state prese unitariamente in Giunta, compresa l'iniziativa dei ticket; l'avvertimento è chiaro: nessuna uscita demagogica da parte degli alleati. Il 15 aprile si terrà la prima verifica del tavolo di monitoraggio e Del Turco si augura, per quella data, il disco verde del Consiglio regionale. «Penso che entro venti giorni il piano possa essere accettato dal Consiglio. Se l'assemblea non si dovesse riconoscere nel patto firmato con il Governo, saremmo davanti a una scelta di valore politico e storico di proporzioni straordinarie. Mi auguro di trovare compattezza in Consiglio, ed anche che qualche consigliere che non appartiene alla maggioranza si accorga che non si può andare avanti come in passato. Certo, se dovesse succedere qualcosa ci riuniremmo per vedere cosa c'è da fare». Come dire: niente scherzi.
Capitolo balzelli: «Preferirei fare un altro mestiere piuttosto che mettere altre tasse. Se continueremo ad essere virtuosi eviteremo l'inasprimento fiscale». L'accordo raggiunto a Roma, per Del Turco e Mazzocca, rappresenta una «riconquistata fiducia del Governo nazionale nei confronti dell'Abruzzo». Mazzocca: «Gli esiti della manovra dimostrano che abbiamo saputo mettere in piedi un piano credibile, altro che primi della classe. Alle lacrime e sangue c'era una sola alternativa: la morte». Del Turco, poi, ha polemizzato con i precedenti amministratori di centrodestra: «Sono i moralisti che hanno alle spalle un disastro di debiti. Devo sopportare le prediche di chi, con incarichi importanti, ci ha riempito di debiti ed ora vorrebbe spiegarci come pagarli. E' aberrante».
Intanto, la Regione ha costituito una cabina di regia che definirà, con le direzioni aziendali, gli obiettivi da perseguire. Nel caso di verifica positiva l'Abruzzo avrà diritto, entro il 30 aprile, ad una prima tranche pari al 40% del finanziamento per il periodo 2001/5 e alla fine di luglio potrà ottenere l'altro 60% relativo al triennio 2001/4. Il piano riduce il tasso di ospedalizzazione, riequilibra i posti letto e riconverte alcuni ospedali. «Ci sarà anche una verifica dell'appropriatezza dei ricoveri -specifica Mazzocca- Aumenteremo riabilitazione ospedaliera e Rsa. Nascerà un database dei consumi ospedalieri con monitoraggio delle prescrizioni».
Ma Del Turco, sulla spesa, ha puntato il dito anche contro i «173 atti firmati con privati nel 2005 a tre mesi dalle elezioni. Convenzioni triennali che scadranno a fine del 2007. Solo da quella data potremo incidere ancora più sensibilmente sulla spesa. I privati si mettano in testa che qualche sacrificio lo dovranno fare».
E di riequilibrio economico-finanziario del bilancio regionale si discuterà nel seminario promosso dallo stesso Del Turco, con i componenti della Giunta, nella riunione di domani che si svolgerà presso La Montagnola di Corropoli.

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