Data: 19/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Lanciano. Aumentano addizionale Irpef e tassa rifiuti. L'assessore Bozza: «Più agevolazioni per l'Ici e spesa sociale in crescita»

LANCIANO. L'orientamento è a un ritocco in aumento dell'addizionale Irpef e della tassa sui rifiuti. Perché in un modo bisognerà pur sopperire al taglio dei trasferimenti dallo Stato, annunciati per circa 200mila euro. Dunque, si fa leva sui cittadini per contrastare le minori entrate da Roma. E' la riposta che la giunta comunale si accinge a dare in attesa dell'approvazione del bilancio di previsione 2007.
I RINCARI. L'addizionale Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) oggi allo 0,4 per cento, potrebbe aumentare dello 0,2 per cento. Con questo rincaro il Comune si assicura altre entrate stimate in 428mila euro. La crescita dell'aliquota serve a sopperire al costo sempre maggiore del personale dell'ente e a quello dell'energia elettrica negli edifici pubblici e sulle strade. L'altro aumento potrebbe interessate la Tarsu, ossia la tassa sui rifiuti solidi urbani. Oggi la tariffa, rapportata sempre alla superficie di un'abitazione, è di 0,91 euro al metro quadro, al di sotto di quella applicata da altri Comuni del comprensorio frentano. Il rincaro è previsto nella misura massima del 10 per cento.
PIU' DETRAZIONI ICI. Resta immodificata l'aliquota Ici, l'imposta comunale sugli immobili, al 6 per mille. Aumentano, invece, le agevolazioni. L'amministrazione comunale è orientata ad aiutare le giovani coppie che si sposano applicando la detrazione di 300 euro per tre anni sulla prima casa. E' in fase di studio un'aliquota agevolata per le attività artigianali che si apriranno nei locali del centro storico. Nel corso del 2006, le agevolazioni concesse sull'imposta sulla casa hanno interessato 883 famiglie con disabili o di pensionati. Per le abitazioni in comodato, le agevolazioni sono state in tutto 158.
IL COSTO DEI SERVIZI. Non sono previsti rincari nelle tariffe dei trasporti scolastici, mensa scolastica e asili nido. In pratica per i cosiddetti "servizi a domanda individuale", le famiglie che ne fanno richesta continueranno ancora a pagare le stesse quote degli anni passati. Aumenta anche il fondo che la giunta ha intenzione di destinare ai servizi sociali: passa da 854mila euro del 2006 a 970mila euro del 2007.
LA BEFFA DEL PATTO. «Abbiamo rivisto il nostro orientamento iniziale», dice l'assessore comunale alle Finanze e al bilancio, Ermando Bozza, «perché con le nuove norme è impossibile mantenere la stessa contribuzione a carico dei cittadini. Dunque, siamo costretti a modificare qualcosa, ma speriamo per poco tempo. L'obiettivo resta quello di tenere una bassa pressione fiscale e tributaria in città. Il problema è che a livello nazionale i Comuni più spregiudicati alla fine ottengono sempre benefici. Noi, che invece abbiamo sempre rispettato il patto di stabilità (serve a salvaguardare la solidità della finanza pubblica, ndr), ci sentiamo penalizzati. Per anni siamo stati un Comune virtuoso dal punto di vista economico e finanziario ma con queste discriminazioni non si può più andare avanti, visto che chi ha speso di più oggi si trova meglio di noi».

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