Data: 21/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sangritana. Il dietrofront. I 7 elettrotreni da rottamare

conti della Sangritana. Nel 1998 la società di trasporto regionale, sotto la gestione di Marino Ferretti (An), acquistò dodici elettromotori belgi da trasformare in moderni locomotori. Ognuno fu pagato 500 milioni di lire (circa 250mila euro). Ma sette dei dodici Am56 non partiranno mai. Sono rimasti così come furono acquistati perché ristrutturarli costa ormai troppo. I treni - ribattezzati "Orsetto" (uno fu esibito, incompiuto, in occasione della visita dell'ex vicepremier Gianfranco Fini - furono acquistati quando la Sangritana operava in regime di concessione, con l'avallo delle Ferrovie dello Stato. Dei vecchi elettromotori sarebbe stata conservata solo la base meccanica, su cui la Ansaldo di Napoli avrebbe ricostruito i vagoni (velocità massima 130 chilometri orari, 129 posti a sedere, 200 in piedi). Ma le numerose varianti e richieste di omologazione da parte del ministero dei Trasporti hanno fatto impennare i costi di ristrutturazione, arrivati a 3 miliardi di euro. Di fronte a questa spesa imprevista, la Sangritana ha fatto marcia indietro, portando avanti solo i lavori già iniziati su cinque "Orsetto". Un investimento mal gestito di cui l'attuale dirigenza dell'azienda incolpa la vecchia, guidata da Marino Ferretti (An). Oggi i cinque elettrotreni più "fortunati" aspettano l'omologazione da parte dell'Ente nazionale ministeriale per fare il debutto sui binari. Gli altri 7 locomotori saranno venduti come ferrivecchi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it