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PESCARA. «Sono veramente sbalordito dalla lettura "locale" che è stata fatta dell'ultima puntata di "W l'Italia". Addirittura qualcuno parla di una regia occulta per una inchiesta giornalistica che in tre puntate ha riguardato varie regioni italiane e ha denunciato un modo di essere della politica, inaccettabile per la grande maggioranza dei cittadini. I costi della politica, a partire dalla moltiplicazione dei consigli di amministrazione di tante società pubbliche, si sono dilatati a dismisura». Inizia così la replica di Gianni Melilla, Ds, ex parlamentare, presidente del Consiglio comunale di Pescara e consigliere regionale ed esponente regionale della Mozione Mussi, alla sua collega di partito, la parlamentare Pina Fasciani. Il caso è nato sulla trasmissione di Rai Tre, "W l'Italia", dove la Fasciani è stata indicata come una sconosciuta fatta eleggere per volere dei vertici del partito. Melilla, invece, nell'intervista aveva assunto i panni del fustigatore della cattiva politica fatta attraverso, cariche in enti pubblici e «consensi drogati». «Il rapporto tra politica e cittadini», scrive Melilla che non ci sta ad essere bersaglio delle critiche per le sue dichiarazioni fatte in tv, «va ricondotto ad una connotazione democratica di dialogo e scambio continui. Per questo c'è bisogno di un forte rinnovamento di idee, persone e pratiche politiche. Ognuno ha il diritto di criticare la puntata di W l'Italia. C'è un solo limite che non può essere messo in discussione: la libertà e l'indipendenza dei giornalisti che non può essere offesa con illazioni assolutamente infondate senza la libertà di stampa avremmo ancora tanti "furbetti del quartierino" in libera circolazione». In merito alla Fasciani la risposta si fa affilata. «Quanto poi alle accuse nei miei confronti da parte dell'onorevole Fasciani», dice Melilla, «vorrei dirle che io nella mia intervista non ho fatto nessun riferimento alla modalità della sua candidatura e tanto meno alla Sua persona e le auguro di svolgere con serenità e capacità il suo lavoro di parlamentare. Ma con altrettanta chiarezza le dico che nel partito sostengo le ragioni del rinnovamento della politica da sempre e che la mia "fulgida carriera" è frutto dei voti presi in ogni elezione, grazie a tante compagne e compagni del partito che si sono impegnati volontariamente e che ringrazierò sempre con grande rispetto». Melilla ricorda anche i numerosi e positivi risultati elettorali personali raggiunti come candidato a Pescara che alla Regione, sottolineando, in risposta alla Fasciani, di non avere mai «deciso il destino degli altri». «La differenza», sostiene infine Gianni Melilla, «rispetto al passato è che sino a qualche tempo fa, si aveva la capacità di discutere insieme, magari anche di litigare, ma poi si trovava nell'organismo dirigente la decisione rispettata da tutti. Ora non è più così: prevale la logica dello scontro pregiudiziale, delle fazioni personali e dell'occupazione dei posti di potere. Io non ero e non sono d'accordo». |