Data: 21/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Paura per il treno in bilico sulla città. Deraglia e rischia di precipitare su via Gran Sasso. Feriti i due macchinisti

Ore 5,32: il treno merci 49363, partito da Modane e diretto in Val di Sangro, si muove dalla stazione centrale, percorre 450 metri e deraglia, nell'urto contro un palo della linea elettrica aerea si impenna e si inclina con il muso all'insù, rischiando l'impatto con la balaustra. Se il palo non avesse retto la locomotiva sarebbe finita su via Gran Sasso schiacciando persone e cose con le sue 130 tonnellate di acciaio.
Bilancio finale: due macchinisti sono rimasti feriti ma in modo lieve. La circolazione dei treni ha avuto rallentamenti rilevanti, nel corso della mattinata si sono accumulati ritardi tra i 19 e i 70 minuti. Considerato quel che poteva accadere bisogna dire che é andata bene.
Sulle cause dell'incidente ci sono due inchieste: una avviata da "Rfi", cioè dalle Ferrovie, e una della Polizia Ferroviaria. Probabilmente, come accade quasi sempre in questi casi, ad eventuali errori umani si sono uniti problemi tecnici.
E questa é una prima ricostruzione di quanto é accaduto secondo la Polfer (comandante Valerio D'Ettorre). Il treno merci, vuoto, diretto in Val di Sangro per il carico di furgoni "Ducato", é in sosta sul binario 4 per il cambio dei macchinisti. Sul binario adiacente, il numero 3, è fermo l'Espresso 925, che viaggia da Bolzano verso Lecce. I dirigenti dei movimenti preparano la strada per l'Espresso, aprono i cosiddetti "deviatoi" e allestiscono la segnaletica orizzontale e verticale.
Dovrebbe partire di lì a poco il treno passeggeri. Parte invece, inspiegabilmente, il treno merci che percorre 450 metri, poi trova la strada chiusa, finisce contro il "tronchino", una sorta di binario morto dotato di paraurti di norma utilizzato per le manovre. E comincia a sbandare.
Il treno, in fase di avvio, procede a 18 chilometri l'ora. Sembra una velocità modesta ma non lo é se si considera il peso della locomotiva. La locomotiva, ormai impazzita, butta giù il tronchino, percorre altri 15 metri, finisce contro il palo della luce. Finalmente si ferma. Gocce di pietrisco dalla massicciata cadono su via Gran Sasso.
Intervengono vigili del fuoco, agenti Polfer, personale delle Ferrovie. Dei macchinisti, entrambi abruzzesi, uno di 52 anni é trattenuto in ospedale per lievi lesioni e stato di choc, dimesso subito il collega di 56 anni.
La locomotiva resterà dov'é per tutta la giornata, il normale carro-soccorso non riesce a rimuoverla, nel corso della notte era previsto l'arrivo e l'intervento di due gru speciali per toglierla di lì.
In una nota la Federazione Italiana Trasporti - Settore Trasporto Ferroviario sottolinea il problema degli impianti «che evidentemente non escludono la possibilità di errore. Non può essere un caso, in un breve lasso di tempo, il fatto che l'inconveniente sia simile a quello già occorso ad un treno passeggeri diretto a Roma». Il sindacato dei trasporti Cisl esprime solidarietà ai colleghi coinvolti e sostiene la necessità di una valutazione di «quelle che possono essere le condizioni non idonee per la circolazione dei treni in termini di sicurezza».
La vicenda finirà in Parlamento. Un'interrogazione parlamentare è stata annunciata dal Giampiero Catone: «Chiederemo maggiori investimenti sui servizi di sicurezza».
Nessuna nota ufficiale da "Rfi".

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