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(ANSA) - BRUXELLES - La Commissione europea ha deferito dieci stati membri alla Corte di Giustizia Ue, Italia inclusa, per la mancata notifica delle misure nazionali necessarie al recepimento delle due direttive fondamentali del cosiddetto 'secondo pacchetto ferroviario'. L'obiettivo delle direttive, si legge in un comunicato diffuso oggi, e' quello di garantire livelli elevati di sicurezza e interoperabilita' per le operazioni di trasporto ferroviario in tutta l'Europa. ''Disporre di un certo livello di armonizzazione dei requisiti tecnici e di sicurezza e' essenziale per porre le basi di una concorrenza equa necessarie per il corretto funzionamento del mercato ferroviario interno - ha detto Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione Ue responsabile dei Trasporti -. Ora e' fondamentale che gli stati membri realizzino tutte le condizioni necessarie per lo sviluppo di un mercato del trasporto ferroviario equo, liberalizzato e sicuro''. Il secondo pacchetto ferroviario, ricorda Bruxelles, doveva essere recepito negli ordinamenti nazionali entro il 30 aprile 2006. Oltre all'Italia, nel mirino della Commissione sono finite la Germania, la Grecia, la Spagna, il Lussemburgo, l'Olanda, il Portogallo, la Svezia, la Slovenia e la Slovacchia. ''Visto che questi Stati non hanno risposto al 'parere motivato' (seconda fase della procedura d'infrazione, ndr) che la Commissione ha inviato nell'ottobre 2006, la Commissione ha deciso di deferirli alla Corte di giustizia delle Comunita' europee'', conclude la nota. |