Data: 23/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Prodi: «Per l'età pensionabile un innalzamento graduale». Bisogna garantire l'equilibrio del sistema previdenziale Epifani: sarà un confronto duro

ROMA. I conti pubblici vanno meglio ma non si può fare molto, anche se l'impegno del governo sarà nei confronti delle famiglie e delle imprese. Questo il succo del discorso che il Romano Prodi, accompagnato dal governo ha tenuto al tavolo della concertazione.
Ha così preso avvio il mega confronto con le controparti sociali su previdenza, welfare, pubblico impiego, e crescita in genere.
Sono stati istituiti tre tavoli di confronto che si riuniranno a partire da mercoledì pomeriggio sulla pubblica amministrazione, giovedì mattina sulla produttività e giovedì pomeriggio su welfare e pensioni.
Siccome «i tavoli» saranno l'occasione di incontri costruttivi, «per cambiare il futuro dell'Italia» come ha enfatizzato Prodi, dovranno arrivare ad una conclusione nel mese di giugno, al massimo, quando il governo dovrà presentare il Dpef.
«Noi speriamo molto prima», ha aggiunto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta in apertura della conferenza stampa conclusiva.
I partecipanti, presenti tutte le controparti sociali (Giancarlo Sangalli, segretario della Cna, si è detto d'accordo con l'impostazione del governo anche a nome, per la prima volta, della Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Casartigiani), hanno rilevato che bisogna essere pronti al confronto.
Tuttavia il governo ha espresso alcune convinzioni. Punto primo: è necessario perseguire l'innalzamento graduale dell'età pensionabile ed una revisione ciclica dei coefficienti di formazione delle pensioni, che ora è di dieci anni. Quanto alle pensioni minime il governo ci penserà «con particolare attenzione».
Prodi ha sottolineato che l'equilibrio finanziario del sistema previdenza deve essere garantito. I mezzi, ha spiegato, vanno trovati all'interno del sistema, «ad esempio mediante un processo di unificazione degli enti previdenziali».
Ipotesi circolate ieri (ma di cui non si è parlato nell'incontro) riferiscono di una proposta di ?scalini' da parte del governo: nel 2008 in pensione a 58 anni, a 59 nel 2010, a 60 nel 2012. Guglielmo Epifani, segretario Cgil, ha ammesso che a suo parere la trattativa «sarà dura» perchè il problema dei coefficienti non lascia ben sperare in un negoziato facile e che le simulazioni della spesa previdenziale a volte si sono rivelate «aleatorie».
Prima di loro, Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria, aveva affermato che «la revisione dei coefficienti è legge dello Stato e non sembra soggetta ad interpretazioni».
Quanto ai dipendenti pubblici, il denaro per il contratto, come convenuto, è già stanziato, senza contare che il governo deve «superare il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, strumento miope di risparmio della spesa e ridurre sensibilmente il precariato».
Luigi Angeletti, segretario Uil, nella conferenza stampa seguente, dopo aver detto che «di coefficienti previdenziali» non vuole «neanche sentir parlare», ha commentato che il sistema più rapido per mettere fine alla vertenza degli statali e impedire che lo sciopero del 16 diventi dei dipendenti della scuola e di quelli pubblici assieme, è «firmare un rinnovo contrattuale».
Prodi ha rinviato tutti i problemi spinosi all'intesa che si troverà durante il negoziato («Abbassare l'Ici? c'è un tavolo sulla casa...»), ma ha rivendicato che alla fine il governo dovrà decidere nell'interesse generale.
E ha delegato ad una task force di ministri le questioni legate ai cambiamenti climatici e alle questioni energetiche. Bombassei aveva detto che l'ambiente «era una vera emergenza» perchè «è bloccata qualsiasi tipo di costruzione, dai rigassificatori in poi». La Confindustria ha posto all'attenzione del governo anche i bilanci delle industrie farmaceutiche colpite da alcuni provvedimenti.

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