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Centi (Anci) attacca la Finanziaria A Castel Frentano i rincari più alti Bozza (Lanciano): penalizzati i virtuosi LANCIANO. Tagli dei finanziamenti, più servizi da gestire, necessità di rispettare il patto di stabilità: i Comuni sono alle strette, rischiano di non riuscire a chiudere i bilanci e sono costretti a chiedere più sacrifici. Aumentano le tasse, in particolare l'addizionale Irpef e la tassa sui rifiuti. A partire da Lanciano dove l'addizionale Irpef passa dallo 0,4% allo 0,6% e cresce del 10% la tassa sui rifiuti. O si tagliano i servizi offerti ai cittadini o si aumentano tasse e tributi comunali. E' la seconda l'opzione scelta dalla gran parte dei Comuni frentani, indipendentemente dal loro colore politico, per far fronte alla diminuzione dei trasferimenti statali, alle poche risorse regionali e ai tagli contenuti nella Finanziaria 2007 e riuscire a chiudere, entro il 30 aprile, i bilanci. Una scelta sofferta, annunciata dai rappresentanti dell'Anci (associazione nazionale comuni italiani): dal presidente regionale Antonio Centi, dal rappresentante della presidenza nazionale Enrico Di Giuseppantonio (sindaco udc di Fossacesia), dai consiglieri nazionali Filippo Paolini (sindaco FI di Lanciano) ed Emilio Nasuti (primo cittadino An di Castel Frentano). «La Finanziaria è "terrificante" per gli enti locali», afferma Antonio Centi, «soprattutto alla luce dei tagli della Finanziaria 2006. La diminuzione dei trasferimenti dei fondi dallo Stato e i rigidi parametri da rispettare per rientrare nel patto di stabilità portano all'aumento della tassazione». E gli aumenti ci saranno, in particolare a Lanciano, Fossacesia, Castel Frentano e in altri piccoli centri costretti a rivedere l'addizionale Irpef e, con molta probabilità, la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu). In città l'addizionale Iperf passerà dallo 0,4% allo 0,6% e la Tarsu da 0,91 euro al metroquadro ad 1 euro. A Castel Frentano l'addizionale Irpef dallo 0,4% arriverà allo 0,7% uno delle maggiori in Abruzzo, ma non verrà toccata la tassa sui rifiuti. Per quantificare gli aumenti della Tarsu però, bisognerà attendere l'assemblea dei sindaci che fanno parte del Consorzio rifiuti. «Siamo costretti ad aumentare le tasse perché non riusciamo a chiudere i bilanci», commenta Enrico Di Giuseppantonio, «neanche la Regione ci aiuta perché dà deleghe senza trasferire fondi e personale». «Abbiamo nuovi oneri a livello sociale che pesano sulle casse del municipio, ma nessun finanziamento», aggiunge Emilio Nasuti (An), «nel 1999 avevo in Comune 39 dipendenti, oggi solo 13, perché fondi e vincoli non ci permettono di fare assunzioni». «Ad essere penalizzati sono i Comuni "virtuosi", che rispettano il patto di stabilità», commenta Ermando Bozza (FI), assessore alle Finanze di Lanciano, «da anni stiamo attenti a non aumentare le tasse e ci saremmo riusciti ancora se non ci fosse questa Finanziaria che ci impedisce anche di contrarre mutui per gli investimenti. Per farli dobbiamo ricorrere alla tassazione ma anche ad altri accorgimenti: ad esempio, ridurremo il capitale delle Farmacie comunali e utilizzeremo il milione 650mila euro recuperato per le opere pubbliche. Gli aumenti? Ci saranno, ma cercheremo di limitarli il più possibile». |