Data: 25/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, ultimo round in Commissione. L'accordo a tre sulle cliniche private alla prova degli alleati dell'Unione

Domani i lavori all'Emiciclo Martedì il consiglio regionale per il varo del provvedimento

PESCARA. L'abito è stato imbastito. Verrà fatto vedere al cliente per l'approvazione, poi sarà cucito con più calma, tirando qui e là per farlo calzare bene. È questo il senso dell'accordo sul riordino della rete ospedaliera, sottoscritto venerdì dal Margherita-Ds e Sdi che sarà sottoposto domani agli alleati dell'Unione in Commissione sanità. Un accordo di compromesso che lascia però sul tappeto, irrisolto, il problema principale: come tagliare la sanità privata?
I partiti sono due e sono trasversali agli schieramenti. Il primo, sostenuto soprattutto dai Ds (ma non da tutti i Ds) e da Rifondazione, dice: i tagli alla sanità privata vanno fatti in base all'analisi storica dei comportamenti; sarà penalizzato chi più ha ottenuto e chi più ha approfittato del "far-west" della sanità abruzzese. Il secondo schieramento, che vede insieme Margherita, Sdi, pezzi di Forza Italia, qualche Ds, dice: tagli uguali per tutti.
La torta sulla quale affondare il coltello vale i 250 milioni di euro dei 173 contratti privati da rivedere a partire dal 2008. Il piano prevede un taglio di 30 milioni -da 130 a 100 - sull'ospedalità privata, il taglio del 30% dalla riabilitazione (oggi costa 90 milioni) e del 25% sulla diagnostica (attualmente il costo è di 30 milioni). C'è poi il problema dei posti letto che nel privato devono scendere da 1.341 a 1.117 in tre anni. Venerdì Margherita, Sdi e Ds hanno raggiunto l'accordo sui posti di alta riabilitazione (che devono essere ancora creati) e su una piccola quota di posti letto, una decina in tutto. Sull'alta riabilitazione si è deciso che sui complessivi 82 posti letto saranno assegnati 25 posti al San Raffaele di Sulmona; altri 25 posti alla struttura pubblica di San Valentino, mentre gli altri 32 posti saranno assegnati entro novembre, con la definizione del piano sanitario regionale.
Sui tagli agli altri posti letto non c'è accordo neanche tra i privati. I fronti sono due. Ci sono le cliniche associate all'Aiop, l'Associazione italiana dell'ospedalità privata, presieduta in Abruzzo da Luigi Pierangeli e quelle del gruppo Villa Pini di Vincenzo Angelini. L'Aiop chiede un riequilibrio tra i due gruppi denunciando un aumento dei ricoveri nel gruppo Villa Pini dell'80% tra il 2002 e il 2005, contro un aumento del 2% nelle cliniche targate Aiop. Angelini vuole tagli uguali per tutti e promette licenziamenti in caso di ridimensionamento delle sue cliniche.
Tra questi due schieramenti c'è il governo che vuole vedere approvato il piano entro marzo. E ci sono anche i sindaci e i comitati dei territori che si battono contro il ridimensionamento degli ospedali pubblici. Una spina nel fianco della giunta, visto che la sanità pubblica assorbe quasi l'80% di tutta la spesa sanitaria, che è a sua volta l'80% del bilancio regionale.
Intanto lunedì la rete ospedaliera andrà in commisisone per il via libera. E martedì andrà in consiglio. L'ordine del giorno dell'assemblea non cita la legge che verrà però inserita all'ultimo momento "fuori sacco".
Cosa accadrà? Nella maggioranza c'è malumore per l'accordo sottobanco del nuovo "Partito democratico", come lo ha definito il segretario di rifondazione Marco Gelmini che aspetta adesso «di vedere i documenti». Perplesso il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale Bruno Evangelista. «Il mio timore», dice «non è quello di una convergenza, che anzi è auspicata con le opposizioni, ma il rischio che vada a cementarsi un partito trasversale in grado di bloccare i propositi di rinnovamento e risanamento di una sanità che ha vissuto per anni una stagione di vero e proprio far west, come ricordato dal presidente Del Turco».

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