Data: 04/04/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, ora spunta Air France. Aeroflot guarda alla società aerea d'oltralpe come partner della cordata con Unicredit. E AirOne dell'abruzzese Toto accelera sul piano industriale

IL CASO I sindacati: sì allo sciopero

ROMA. Stretto tra gli americani di Matlin Patterson-Tpg e i russi di Aeroflot, sostenuti rispettivamente da Mediabanca e Unicredit, Ap Holding - la holding del Gruppo Toto dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto che riunisce le principali attività di aviation del Gruppo - prosegue nell'elaborazione della propria proposta per l'acquisto di Alitalia. Mancano infatti meno di due settimane al 16 aprile, giorno ultimo per la presentazione al ministero dell'Economia e delle Finanze dei piani non vincolanti per la privatizzazione della compagnia di bandiera. Il team di lavoro, che da alcune settimane è impegnato a predisporre il Piano Industriale, è coordinato dal presidente del Gruppo Toto, Carlo Toto affiancato da Vitale e Associati Spa quale advisor finanziario.
Fanno parte del Gruppo di lavoro Boston Consulting Group in qualità di advisor industriale, Sabre Airline Solutions quale advisor tecnico e lo studio internazionale Clifford Chance per gli aspetti legali.
Assistono AP Holding anche il professor Angelo Clarizia per gli aspetti amministrativi connessi alla procedura di privatizzazione e il professor Massimo Merola dello Studio Bonelli Erede Pappalardo per gli aspetti di diritto della concorrenza. Partner finanziario dell'operazione è Banca Intesa Sanpaolo.
Intanto si accende la discussione nel paese sul futuro dell'Alitalia alla luce della presentazione delle tre offerte, mentre i sindacati confermano lo sciopero del 18 aprile e ulteriori 48 ore, giudicati «inopportuni» dal ministro Bianchi. Il titolo intanto ha messo a segno un nuovo rialzo in Borsa, chiudendo con un +2,68% a 1,02 euro.
Ieri tra i contendenti è tornata a fare capolino anche Air France che potrebbe entrare nella cordata Aeroflot-Unicredit. Un'ipotesi rilanciata dalle parole dall'amministratore delegato di Aeroflot Valery Okulov, che ha parlato di un nuovo partner di «aerea occidentale».
Un'aviolinea occidentale potrebbe infatti scongiurare il rischio di perdita di diritti di traffico di Alitalia verso alcuni Paesi siglati in virtù di accordi bilaterali tra governi (visto che Aeroflot è un'aviolinea extracomunitaria). Inoltre, si potrebbe inserire nel consorzio rilevando una parte del 95% che fa capo ad Aeroflot. Ma questa ipotesi potrebbe verificarsi in deroga alle condizioni poste dal bando, che indicava lunedì scorso come scadenza per comunicare nuovi aggregati alle cordate.
Per alcuni sarebbe già materia da carte bollate. Quanto ad Airone, con cui Alitalia potrebbe consolidare la presenza sul mercato domestico, alcuni esperti del settore si chiedono come l'Antitrust giudicherebbe l'aggregazione sulle rotte da Milano Linate dove si realizzerebbe un monopolio. Tpg con Matlin Patterson e Mediobanca, visti da molti come cordata di natura finanziaria e di impronta statunitense, potrebbero assicurare l'italianità richiesta da più parti attraverso il piano industriale, che per il governo sarà il vero discrimine. Lo scenario, dunque, resta ancora indefinito. E c'è anche chi ipotizza ulteriori aggregazioni fra le tre cordate rimaste in gara e chi non esclude un colpo di scena, con il fallimento dell'attuale percorso e una trattativa del Tesoro con un nuovo soggetto, rimettendo in gioco Air France, che procederebbe a condizioni diverse dalle attuali.
Intanto, l'azienda ha convocato per domani le cinque sigle sindacali per discutere dei problemi sul tappeto.

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