Data: 05/04/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La Civita: ecco le condizioni per rientrare. Il sindaco dimissionario chiede di isolare chi ha provocato la crisi

SULMONA. Subito dopo aver annunciato le dimissioni "irrevocabili", si era scagliato contro i responsabili dell'imboscata sull'addizionale Irpef. Il giorno dopo, il sindaco, Franco La Civita, dopo aver incassato attestati di solidarietà da tutti i partiti di centrosinistra torna alla carica e rincara la dose contro chi porterebbe avanti una politica assolutamente personale. «Chiedo alle forze politiche e soprattutto alla città una forte e incisiva reazione che isoli definitivamente questi personaggi». Sembrerebbe questa la condizione per un suo eventuale ritorno a Palazzo San Francesco.
«Considero la decisione di non votare l'aumento dell'addizionale Irpef, proposto in maniera compatta dai gruppi consiliari del centro sinistra, amministrativamente un errore, e politicamente e culturalmente un'assurdità», afferma il sindaco a freddo «la città deve sapere che, dopo aver sostenuto con forza i settori più importanti e delicati della vita cittadina, quali quelli del sociale, della cultura e dello sviluppo, la giunta aveva proposto un aumento dell'addizionale Irpef dallo 0,1% allo 0,4%, con una fascia di esenzione fino a 12.000 euro di reddito annui. Una decisione sofferta, ma inevitabile, assunta dalla stragrande maggioranza dei Comuni italiani e che per Sulmona prevedeva un aumento di imposta dai 26 ai 70 euro per anno».
Quindi parte l'affondo contro chi ha mandato in frantumi la sua giunta.
«Se qualcuno riteneva, e ritiene, di poter continuare a giocare con la politica, celandosi dietro la maschera della facile demagogia e cogliendo qualsiasi occasione per tenere sotto schiaffo e sotto ricatto il sindaco e la coalizione di governo, evidentemente aveva e ha sbagliato i suoi calcoli».
«L'arrivo di un commissario prefettizio, per quanto volenteroso e competente» conclude La Civita «determinerà inevitabilmente un maggior isolamento e un conseguente indebolimento della città, in un momento invece in cui sarebbe stata necessaria la massima unità di intenti attorno agli sforzi profusi dall'amministrazione, impegnata nel recuperare attenzione dalla Regione così come dal Governo nazionale, per dare risposte concrete ed efficaci ai tanti problemi dei quali soffre l'intero comprensorio».
L'invito al sindaco a tornare sui propri passi è arrivato anche dai vertici aquilani dei Ds.
«Non è comprensibile», commenta il segretario provinciale della Quercia, Pietro Di Stefano, «che si apra una crisi in un momento così drammatico per l'economia e lo sviluppo del comprensorio, alle prese con vertenze determinanti. Ora più che mai c'è necessità di una guida politica forte, quella che il Comune di Sulmona stava esercitando negli incontri governativi. Una guida che non può essere demandata a un governo tecnico commissariale».

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