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MONTESILVANO - I soccorritori del 118 l'hanno trovato in una pozza di sangue con le scarpette bloccate nei puntali dei pedali della sua mountain-bike. Mario Pallaro un anziano cicloturista di Pescara ieri intorno alle 12,15 è rimasto coinvolto in un incidente che poteva costargli la vita ed invece si è risolto con una prognosi di soli 25 giorni. Stava pedalando sulla strada parco in direzione nord, quando all'altezza di via Torrente Piomba (quartiere Villa Verrocchio) non ha dato la precedenza ad una vettura Renault Clio, condotta da Maria Bevilacqua una giovane signora di Montesilvano che stava attraversando a modesta velocità il cosiddetto "viale della Liberazione" in direzione monti-mare. Prima dell'impatto, il ciclista è finito per terra, senza pertanto urtare la vettura. Una brutta caduta, resa più grave dall'assenza di casco (che era legato sotto la sella della mountain-bike). La guidatrice ha bloccato subito la sua Clio, prestando soccorso a Pallaro ed avvertendo il 118. «Mi sono spaventata a morte, quando ho visto tutto quel sangue sull'asfalto - dirà poco dopo ai vigili urbani di Montesilvano sopraggiunti per i rilievi di rito - ma io non l'ho nemmeno sfiorato». Ed i tutori dell'ordine in effetti non hanno riscontrato segni sulla carrozzeria. Ovviamente l'incidente ha fatto accorrere tanta gente ed alcuni residenti si sono scagliati contro chi gestisce il verde sulla strada parco. I dipendenti della ditta, per muoversi più facilmente sulla stessa con furgoncini, non hanno più riposizionato i paletti che delimitano la zona di attraversamento di via Piomba dove essa incrocia il viale: «Sono utilissimi, perchè obbligano i ciclisti a rallentare - spiegava ieri un ufficiale degli alpini in pensione - ma da queste parti vige la più totale anarchia ed il Comune fare bene a pretendere controlli serrati dai vigili urbani». E sul tema strada-parco non accenna a spegnersi la diatriba fra quelli favorevoli al filobus (hanno raccolto 5000 firme) guidati dal professor Glauco Torlontano ed altri politici (Paola Marchegiani, Guerino Testa, Licio Di Biase ecc.) e gli aderenti all'associazione omonima (portabandiera Mario Sorgentone), che interpretano il parere del ministero delle Infrastrutture come un ok sulla validità del progetto e non lo considerano un guidizio positivo sull'intera opera. aA questo punto - tuona Sorgentone - tocca al governatore Del Turco sciogliere il nodo della filovia, oppure si dimetta». Ma i residenti di Montesilvano strillano perchè i controlli sul viale siano quotidiani: troppi balordi danneggiano verde e luci. |